Arte in pillole

Musica Picta: il colore che suona

Spesso le opere artistiche possono trasmetterci gli stati d’animo impressi nella tela o nel marmo; non è difficile immedesimarsi in una scultura sofferente o in un dipinto con personaggi dal volto indagatore e enigmatico, anzi, spesso ricerchiamo questo mistero nelle figure, ci piace essere osservati in quel modo e osservare a nostra volta quegli sguardi che ci leggono l’anima.
L’arte, essendo prodotto della mente e della fantasia umana, in qualche maniera ci lega tutti: ognuno di noi può interpretare in maniera differente una certa situazione, a seconda del momento che egli stesso sta vivendo.
Per indagare noi stessi attraverso le opere d’arte però bisogna scovare anche i più piccoli dettagli.

Avete mai provato a pensare che i quadri potessero cantare? Che ad un quadro possa corrispondere una melodia?

Kalicantus Ensemble, domenica 12 novembre 2017, ha dato l’opportunità alla cittadinanza di poter fare un’esperienza del genere.
Kalicantus è un gruppo canoro aperto, nato nel periodo natalizio del 2012, diretto dal maestro Stefano Trevisi, composto da quattro soprani, tre contralti, tre tenori e due bassi.
Concerto particolare, il loro, dove come supporto alle loro voci vi erano i dettagli dei quadri (alcuni famosi, altri meno), spiegati e messi sotto il microscopio dell’orecchio.

Questo evento nasce da un progetto di ricerca, dedicato alla musica rappresentata nelle opere pittoriche dei secoli XIV e XVI. Si parte dalla figura di Caravaggio (ma questa abitudine la si può ricondurre ad altri ritrattisti e pittori rinascimentali), il quale, essendo egli stesso un liutista, un musicista, amava collocare tra gli oggetti “di scena” dei suoi quadri, alcuni cartigli con su scritta una partitura.
Con uno studio approfondito si è arrivati a poter esclamare che le note presenti negli spartiti musicali, non sono disegnate a caso ma si riferiscono a dei brani ben precisi, rimandano al tema del quadro, ad una simbologia affine: sono vere citazioni delle musiche più in voga dell’epoca.

Caravaggio, Il riposo durante la fuga in Egitto. 1597

Caravaggio, Il suonatore di liuto. 1596

Ed ecco come, riproducendo quelle partiture, le dodici voci si intrecciavano tra loro creando armonia con note leggere e leggiadre, nella cornice dei magnifici affreschi trecenteschi dell’auditorium ex-chiesa di Santa Caterina.

Un modo per entrare nel quadro e nell’epoca cinquecentesca in maniera differente: entrare in una realtà passata, non fittizia, attraverso un altro senso… l’udito.

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