Arte in pillole

Musei d’impresa: dialogo tra passato, presente e futuro!

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Si sente sempre più spesso parlare di musei d’impresa, delle istituzioni che negli ultimi anni sono aumentate anche grazie al lavoro di squadra per promuovere il ruolo culturale e sociale delle imprese.
A me piace pensare che la cultura comincia ad essere considerata anche nel mondo imprenditoriale, come risorsa e non più solo come “pianeta a parte”.

Una macchina per comunicare

Per quanto sfuggano ad una definizione univoca (perché possono essere analizzati dal punto di vista artistico, economico, del marketing, museologico o sociale), prima di tutto i musei d’impresa sono musei e come tali devono soddisfare alcune caratteristiche.

Il museo, secondo l’ICOM (International Council of Museums) è

Un’istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e specificamente le espone per scopi di studio, istruzione e diletto.

  • Per funzionare al meglio e per mantenersi nel tempo, ha la necessità di uno spazio per poter vivere e integrarsi con il territorio in cui cresce.
  • Ha lo scopo di arricchire le persone: non in soldi ma in cultura! Infatti è senza scopo di lucro e al servizio della società e del suo sviluppo.
  • Senza persone il museo non esiste! O meglio, quello che avremmo di fronte non sarebbe un museo! Si parla sempre più di interattività e coinvolgimento del pubblico, ma solo se la struttura è fruibile adempie davvero a tutti i suoi compiti.
  • Ha un ruolo sociale: quello di acquisire testimonianze materiali e immateriali per fornire all’uomo strumenti per conoscere, capire e inserirsi meglio nell’ambiente in cui vive. Ma non solo, oltre a ricercare e acquisire, il museo ha il compito di conservare gli oggetti, anche quelli che decide di non esporre e attraverso la comunicazione, racconta il corso della storia di cui si è fatto ricerca.
  • Si espone per uno scopo di studio educativo: non solo istruttivo ma anche per diletto, cercando di puntare sulla curiosità e sulle emozioni, fondamentali per attivare processi di conoscenza e suscitare interesse.

 

Non sono “cimiteri dei ricordi”

I musei aziendali si sono diffusi in tutta Europa negli ultimi venti anni. In Italia il fenomeno è stato più lento e contenuto ma ora, anche grazie all’associazione Museimpresa, dal 2001 la loro valorizzazione e diffusione si sta facendo più rapida.

Valorizzare è il loro mantra, per riconoscere le qualità delle esperienze di impresa come parte importante del patrimonio culturale e storico, ovvero la storia dell’uomo, dell’ingegno, della creatività, dello studio che si è sviluppato attorno al prodotto.

Perché fondare un museo d’impresa?

  • Per dare valore al marchio del prodotto e aumentarne così la reputazione e la credibilità;
  • Per aumentare la responsabilità sociale d’impresa;
  • Per sottolineare i valori e i legami con il territorio, diventandone valore aggiunto e risorsa per il turismo locale.

I musei d’impresa, quindi, non sono “cimiteri dei ricordi”: rappresentando un luogo di riflessione, raccoglimento e formazione, danno modo di tenere vivo il “saper fare” dell’azienda, trasmettendolo anche agli stessi dipendenti! Per questo motivo, celebrare il passato, diventa motivo per capire il presente e pensare al futuro!

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