Arte in pillole

Movimento Statico: le Istantanee 3D della Scultura Ellenica

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Se vi dicessi che la fotografia  è nata nel V secolo a.C. come la prendereste?

Pensereste che mi sia sbagliata, o che non sappia quello che dico!

Invece, ho le idee molto chiare a riguardo! È ovvio che non si può parlare di fotografia come la intendiamo noi, ma credetemi, i grandi scultori greci del V secolo a.C. avevano perfezionato una sorta di “Istantanea 3D” grazie al Movimento Statico.

Il DiscoboloLui è il Discobolo ed è stato scolpito da Mirone tra il 460 e il 450 a.C.
Rispetto ai suoi antecedenti, la statua ha volume, si è raggiunta la tridimensionalità e il tutto è reso in maniera perfettamente armonica.
Equilibrio e proporzione sono dati da una costruzione quasi geometrica; con l’immaginazione potrete notare una serie di triangoli:
1. Dalla mano che regge il disco – all’ascella – al coccige
2. Dall’ascella sinistra – al pube – all’incontro tra ginocchio e mano
3. Dal gluteo – al ginocchio – al tallone sinistro
4. Dall’incrocio fra le due gambe – al piede sinistro – al tallone destro

Altro elemento di notevole interesse è lo studio dell’anatomia.
Mirone vuole rappresentare la forza fisica di un giovane atleta intento a raccogliere tutte le energie necessarie per lanciare il disco.
Anche il corpo segue questa volontà: lo sforzo è reso modellando realisticamente i muscoli tesi delle braccia e delle gambe, gli addominali tirati, nonché le venature e la cassa toracica che si intravede proprio come nella realtà quando vediamo qualcuno sollevare un carico pesante.

Potrebbe rappresentare la massima dinamicità, ma è come se il Discobolo si fosse bloccato a posta per essere immortalato, è come in un fermo immagine, ecco perché prima alludevo alla fotografia.

Lo studio dell’anatomia e il legame con il realismo sono due tra le conquiste più interessanti e affascinanti compiute dagli antichi greci tra V e IV secolo a.C.

Questo per esempio è un uomo appartenente alla popolazione celtica dei Galati, fa parte di un gruppo scultoreo eretto a Pergamo e commissionato da Attalo I per celebrare la sua vittoria sul popolo barbaro.
Si coglie perfettamente la sofferenza del Galata che cerca di sostenersi sul braccio per guardare la ferita.

Galata (parte del gruppo scultoreo dei Galati)

I muscoli sono stati scolpiti talmente nel minimo dettaglio che si riesce quasi a percepire il peso che si riversa sul braccio destro e che interessa anche il torace, dal quale si intravedono le ossa.

Studio anatomico differente ma comunque altamente naturalistico è quello dell’Afrodite di Doidalsas, scolpita attorno al 250 a.C.Afrodite accovacciata

La dea è visibilmente diversa dalle Veneri precedenti, forse ancora più bella.
Afrodite è stata ritratta durante o dopo il bagno, intenta a toccarsi la schiena con un movimento contorto del braccio e la testa rivolta di lato.
I dettagli come le pieghe della carne sul ventre sono date dall’osservazione realistica della figura umana in un’abbondanza che non dispiace, anzi rende la figura più viva e seducente.

Ecco come gli scultori ellenici hanno preceduto diversi secoli la fotografia, ricreando questo “movimento statico” modellando i volumi, ricreando pari, pari la realtà, dando davvero la vita al marmo freddo e bianco.

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