Arte in pillole

Movimento statico: storia della stoffa scolpita

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Tornata dalle vacanze vi voglio parlare, ancora una volta, di movimento statico.

L’espressione massima della dinamicità si manifesta nell’arte greca, oltre che nella posizione della statua e nella torsione del corpo, anche nell’abbigliamento.

È interessante notare come nel tempo gli artisti greci hanno modificato il modo di scolpire la stoffa: la consistenza grossa che aveva all’inizio va man mano assottigliandosi e alleggerendosi creando pieghe che danno quell’effetto dinamico molto caro agli scultori.
Vediamo le tappe principali dell’evoluzione del panneggio:

Dama di Auxerre

Dama di Auxerre, metà VII secolo a.C.

Nel VII secolo a.C. la così detta scultura dedalica aveva caratteristiche molto semplici, riassumibili nella “Dama di Auxerre”:  l’impostazione era piuttosto rigida e se ci soffermiamo sull’abbigliamento possiamo vedere una veste molto pesante che ricade sul corpo come un cilindro inflessibile.

Già se avanziamo di un secolo l’abbigliamento comincia ad adattarsi alle varie posizioni che le statue dovevano assumere: in piedi come colonne, nell’esempio delle Cariatidi ,il panneggio è riccamente scolpito per dare monumentalità alla statua; nelle posizioni seduta o semisdraiata, sempre più applicate per decorare i frontoni dei templi, l’abito segue le curve del corpo.

Kore, 530 a.C. - Donatario di Gheneleos

Kore, 530 a.C. – Donatario di Gheneleos

Nel V secolo a.C. vi sono ancora sperimentazioni nel creare un panneggio che dia movimento al corpo statico ma gli abiti sembrano ancora fatti di stoffa molto pesante

Afrodite di Sosandra, Calamide 470-460 a.C. / Atena (nel gruppo di Atena e Marsia), Mirone, 450 a.C.

Afrodite di Sosandra, Calamide 470-460 a.C. / Atena (nel gruppo di Atena e Marsia), Mirone, 450 a.C.

fino all’arrivo di Fidia, che tra tutte le innovazioni in scultura e architettura che egli apporta, è padre anche del così detto “panneggio bagnato” ovvero molto aderente al corpo, scolpito in modo da sembrare quasi trasparente, sottolineando le forme e non coprendole, come nel caso di Iris, Afrodite e tutte le sculture del Partenone.

Frontone orientale del Partenone: nascita di Atena. Dei Greci tra i quali Iris (a sinistra) e Afrodite (a destra) 440 a.C. circa

Frontone orientale del Partenone: nascita di Atena. Dei Greci tra i quali Iris (a sinistra) e Afrodite (a destra) 440 a.C. circa

L’apoteosi del panneggio come strumento che asseconda il movimento si ha all’inizio del IV secolo a.C. ad esempio in questa Nike intenta ad allacciarsi il sandalo, una scusa per Callimaco di scolpire delle pieghe davvero realistiche e leggere, o nel caso della Menade, soggetto prediletto per creare movimento, in quanto nell’impeto della danza il corpo si contorce e con esso anche l’abito dando l’idea, attraverso le pieghe, che la ballerina stia facendo una piroetta anche se intrappolata nel marmo.

Nike appartenente alla balaustra del tempietto di Atene Nike - Menade danzante, Callimaco 430-420 a.C.

Nike appartenente alla balaustra del tempietto di Atene Nike – Menade danzante, Callimaco 430-420 a.C.

Dopo due secoli di nudità ritroviamo ancora una volta l’espedientenike di samotracia del panneggio per dare movimento e accentuare i gesti nella famosissima Nike di Samotracia, capolavoro ellenistico che rende l’idea della violenza del vento contro la donna o dell’imminente volontà di essa di spiccare il volo, dalle ali spiegate e accuratamente piumate, al panneggio bagnato della veste che si attorciglia al corpo.

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