Quando vivi a Mosca ma dici Aò!

Mosca : benvenuti nel caos bianco

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Questo articolo é nato cosi : bevendo un cocktail esageratamente caro e rosa, in mezzo a tante persone, carne al sangue, un continuo abbracciarsi di bottiglie e parole.

Il posto si trova in una deliziosa piazza chiamata “bianca”, una specie di tempio del carino : posti carini, gente carina, rumori carini, cibi carini.
Qui tutti sanno dove vogliono andare stasera, poco spazio ai dubbi e tanto al tempo d’attesa.

In mezzo c’é una fontana rottonda attorno alla quale danzano i locali, fanno dei cerchi senza incontrarsi mai, un po’ come quei vicini che abitano sullo stesso pianerottolo.
D’estate la fontana balla e si riempie di colore, chiacchiera allegra e riempie di sorrisi i piccoli e i grandi.
E me.

Quando non fa freddo, puoi sederti fuori e godere la città da un prospettiva differente.
La piazza bianca è un perfetto esempio della realtà moscovita.

Girati a sinistra, li vedi i tre giganti di vetro che arrivano fino al quarantesimo piano, freddi e pieni di ombre dentro tutte quelle finestre?
Ora voltati a destra : una Chiesa novecentesca, perfettamente bianca, e le cupole dorate.
Davanti c’è un piccolissimo chiosco dove vendono i pierini (un modo tenero con cui i parenti italiani chiamavano i tipici rustici russi : con patate, uova e riso)
Ce n’è per tutti i gusti!

Insomma, puoi accomodarti dentro e lasciare che qualcuno si prenda cura del tuo palato, usare posate firmate e tovaglioli statisticamente color giallo canarino.
O restare fuori, riempirti di rustici, o magari il caffe a portar via, a bordo fontana, cuffie o libro, o una Skypata con un paese non troppo vicino.

Sopra la tua testa ci sarà lo stesso cielo, importa solo quanto ne vuoi vedere.

Un mescolarsi degli opposti fino all’infinito.
Persone in fila da ore, calme, quasi fosse un rito di iniziazione obbligatorio prima della serata.
Persone che passano e si fermano curiose ad osservare.
Persone nervose, felici, insoddisfatte o appena soddisfatte.
Stasera la piazza accoglie tutti.
Come ogni sera.

Un binomio talmente imperfetto – stile patatine fritte e gelato alla vaniglia – che quasi diventa unico.
Come quando da piccolo giocavi a fare il cuoco e mettevi dentro la stessa pentola la cioccolata, le fragole e le cipolle.
Ecco, immagina, non svenire, qui è cosi.

Questo posto è diventato il mio posto da quest’estate.
Quando decisi di trovare un rifugio nuovo un po’ per sostiuire l’amato Giardino degli aranci.
Un giardino senza il verde, ma mai vuoto.
Dove poter stare soli, ma senza sentirne il peso.

Ti ricordi, all’inizio ti dissi che Mosca non rompe e ti lascia stare?
Ecco, ma prima si assicura che ci siano dei posti dove tu possa farlo.

Ce ne sono così tanti che sviluppi un’acuta ossessione dalle infinite possibilità.
Uno squillo di colori e sapori.

Ecco.
Benvenuto nel caos.

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