Quando vivi a Mosca ma dici Aò!

2016 : ridipingere le pareti del cuore e dello stomaco

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Siamo passati dai meno venti a zero gradi in tre giorni.
Un leggero disappunto.

La neve si trasforma in pioggia, la pioggia entra dietro di te nell’ascensore, lascia un po’ di sé sulle scarpe, un’ombra sul pavimento.
La città è tanto nervosa, impaziente, stanca, affamata.
Lo siamo tutti.
Ci hanno abbandonato sotto Ia neve e carte regalo dorata; promettendo la magia; abbandonato.
Tutta quella storia del chiudere gli occhi, aprire le menti, spegnere nel fuoco, riaccendere le speranze, riaprire e rinchiudere i cassetti..
Avrà funzionato?
I fiocchi danzavano sulle nostre bocche, da sotto i piedi proveniva una specie di canzone del cuore, speravamo che succedesse, lo aspettavamo, al freddo.
Ma la neve si trasforma in pioggia, che lascia delle macchie.
Macchie nell’ascensore che ti porta al sessantesimo piano, cosi in alto, che puoi quasi vederti riflesso nelle nuvole.
È una città che ti spinge a volare oltre il banale, costruire sul costruito, ridipingere le pareti del cuore e dello stomaco, mai chiudere gli occhi del tutto.

Non devi per forza essere qualcuno, arrivato qui, devi diventarlo.
Ti apriranno, si, ma mica per vedere il colore che ti scorre lungo le vene.
Lo faranno per vedere quanto sei capace, tenace, arrugginito, si chiederanno se l’interruttore sia spento o acceso.
E lo accenderanno, ti mostreranno la luce giusta, per poi abbandonarti.
Come la neve, che si trasforma in pioggia.

Scatta la mezzanotte, sei di nuovo dentro una zucca e poi?
Quanto saranno profondi i tuoi respiri, quando ti renderai conto di non essere abbanstanza?
Quanto sarai veloce nel digitare il tuo futuro?

Quando?

Il mondo ci porta alla migrazione, globalizzazione, continua infezione ed…AZIONE.

Non devi mai rimanere dove non sai essere.
Il tuo guscio, il tuo mondo, la tua casa, tutto dipende dalla quantità dei sorrisi che riuscirai a produrre.
Non obbligarti a finire l’esistenza in serietà.
Viaggia, prova, esplora.

Mosca?

Mosca non è per tutti, non è da tutti, non vi farà felici tutti.
Mosca non è quell’escort di classe che tutti sognano, arrivati al Terminal D.
Piuttosto quella Cenerentola, che, finito il ballo, ha cacciato fuori le palle.

A voi.

Mosca.
Quasi febbraio.
2016.

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

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