Dall'altra parte del vetro

Mediocrità, l’amaca da cui nessuno vuole scendere

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Mercoledì scorso si è svolto all’Università Cattolica di Milano il workshop Perché la radio? (ne ho già parlato approfonditamente qui) e se uno si aspettava una rappresentanza di speaker che tirava l’acqua al proprio mulino, beh si sbagliava di grosso.
Si è parlato della musica in radio che porta tanti benefici s’è gestita nella maniera giusta, delle playlist e dei soliti 40 brani che ci sfracellano il cervello, si è anche discusso del fatto che i giovani ormai non ascoltano più la radio, del web ha colmato la loro sete di conoscenza sulla nuova musica e c’è chi i giovani li vorrebbe recuperare mentre altri li vorrebbero lasciare continuare per la loro strada digitale, insomma tanti argomenti con tanti punti di vista.

Ma in questo incrociarsi di discussioni l’unica cosa che mi è rimasta impressa è quando la radio è stata definita “mediocre”, forse perché dentro di me c’è sempre quel immaginario del mondo radiofonico politically correct, tutti stanno bene dove lavorano, non c’è nulla che vada male e invece la realtà dei fatti è molto diversa.
Si parlava di mediocrità per le cosiddette “radio di flusso”, radio dove la musica la fa da padrona e i contenuti scarseggiano, così come la personalità (gli esempi citati sono RTL 102.5, RDS e R101) e si è pensato ad alcune soluzioni per risolvere questo problema, come ad esempio dare una sbirciatina alle radio oltre il confine, cercare di seguire un modello migliore rispetto a quello che si segue tutt’ora. Le ipotesi sono state tante ma metterle in pratica è sempre un po difficile perché ci sono sempre quelli che stanno ai piani alti che badano poco all’aspetto interiore delle cose, anche se il programma è il più trash in assoluto però se porta tanti numeri chissenefrega, tanto il gioco di potere ha sempre la meglio e l’obbiettivo dei soldi fa gola a tutti.

Ma alla fine ci vuole anche un po’ di forza di volontà, abbiamo davanti a noi una settimana molto importante musicalmente parlando, quella del Festival di Sanremo e per anni ci siamo portati dietro il cruccio di Leone Di Lernia come inviato. Visto che da un po’ di tempo il leone è rintanato nella sua tana vuoi non trovargli uno sostituto? Ebbene si, come già avevo scritto (vedi qui) Radio 105, insieme a Radio Montecarlo, saranno le radio ufficiali di Casa Sanremo, ogni giorno durante tutta la giornata ci saranno vari collegamenti con la sede milanese, si apriranno tante finestre e durante Benvenuti nella Giungla (programma condotto su Radio 105 da Gianluigi Paragone, Mara Maionchi e Ylenia) ci sarà una finestra “curata” da Antonio Razzi, perché piace vincere facile, e in più quando vedi che anche le agenzie giornalistiche dedicano grande spazio al fatto che anche Razzi avrebbe voluto parteciparvi come concorrente, capisci che quel senso di stupore davanti a cotanta mediocrità sparisce in un attimo. Avevano l’occasione di cambiare e invece hanno pensato bene che sarebbe stato più facile trovare il sosia di Leone di Lernia, facciamogli cantare la canzone sulla parmigiana e siamo a cavallo.

La mediocrità è la nostra eterna amaca e mi sa che nessuno ha voglia di scendere giù.

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