Cipolle rosse

McDonald’s VS Moschino

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Quando ho visto Anna Dello Russo vestita da patatina fritta ho pensato “finalmente ha trovato un lavoro”. D’altra parte, se non ricordo male, anche Brad Pitt, prima di diventare attore, si vestiva da pollo per sponsorizzare il ristorante per cui lavorava. Mi è sorto quindi il dubbio che la signora Dello Russo volesse emulare il percorso professionale del protagonista di Troy e farsi notare da qualche regista vestita da cibo da fast food. Mi sbagliavo. La giornalista modaiola ha semplicemente abbracciato la Moschino mania, indossando gli abiti dell’appetitosa collezione firmata Jeremy Scott ed ispirata a McDonald’s.

A me l’idea è piaciuta: la Moda deve stravolge le sue regole e non salire in cattedra a dettarle. Ma l’entusiasmo per questa collezione surreale non ha contagiato, pare, i dipendenti della nota catena di ristoranti. Il motivo? Per loro, acquistare una mini bag con la emme in giallo richiederebbe un mese di lavoro (da quanto si legge in rete, infatti, la borsa si aggira sui 1200 dollari circa, lo stipendio di un dipendente del Mc sui 1000).

Ma ancora più interessante sarebbe interpellare un’altra categoria professionale: le modelle che hanno sfilato per Moschino durante la fashion week. A loro andrebbe il nostro sostegno per la difficoltà con cui, a digiuno da giorni, han dovuto farsi ambasciatrici del cibo da 800 calorie e morso. Come si saranno sentite? C’è chi giura di averne vista qualcuna addentare una custodia iphone, finito il defilè.

 

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