Young Blood

Martin Niklas Wieser S/S 2014

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A Berlino ci sono stata una sola volta, in pieno inverno: i centimetri di neve che ricoprivano le strade erano molti, i gradi sotto lo zero e gli strati di calzini e maglioni che ogni giorno dovevo indossare erano decisamente troppi. Questi fattori non potevano che giocare a suo sfavore; eppure, contro ogni previsione, a me Berlino è piaciuta un casino. Ho amato il suo fascino discreto e silenzioso, la sua bellezza da scoprire pian piano, nascosta dietro il grigiore e il rigore imperanti. E mi sono lasciata volentieri sedurre dal suo cuore caldo, vivo e palpitante sotto un’apparenza di città fredda e inospitale.

 

A  Berlino vive e lavora da diversi anni un promettente talento del fashion design, Martin Niklas Wieser, laureatosi alla Kunsthochschule Weißensee. Il suo percorso comincia in un paesino del Sud Tirolo, dove è nato, e prosegue a Vienna, Parigi e New York, città in cui accumula esperienza lavorando per nomi come Fabrics Interseason, Tim Hamilton e brevemente per Bernhard Willhelm. Come la sua città d’adozione, lontana anni luce dall’incanto glamour di Parigi o dal fascino decadente di Venezia, anche Martin è un personaggio discreto e insieme sorprendente, che parla soprattutto per mezzo del suo lavoro: un nuovo approccio alla semplicità e al minimalismo, che sfuma i confini fra il maschile e il femminile senza perdere mai di vista la vestibilità e praticità del prodotto finale.

 

Si era fatto notare qualche mese fa con una collezione, la AW 13/14, in cui tutto, dal clinico rigore dei tagli alla presenza ossessiva di un unico colore – il bianco – lasciava trasparire la volontà del designer di ridurre al minimo la propria presenza, lasciando ai materiali (seta, satin, cotone e pelle) il compito di modellarsi attorno alla figura umana. Ritorna ora con una nuova collezione per la primavera/estate 2014 e ritornano i colori: azzurro, rosso scuro, verde bosco, a far da contrappunto al nero. Le forme sono ancora una volta semplicissime e la loro bellezza si svela ad un’osservazione più attenta, nel dettaglio di una manica raglan o nella doppia piega di un pantalone dal taglio maschile.

L’elemento più forte di sorpresa è tutto da ricercare nell’orchestrazione di texture e materiali anche molto diversi fra loro, su cui dominano i bagliori metallici dei pezzi, in bilico tra ornamento e funzionalità, creati in collaborazione con l’artista Guillaume Airiaud. Quest’ultimo ha anche realizzato la scenografia per il lookbook che vedete riprodotta in queste immagini: un paesaggio minimale ed enigmatico che sembra fare eco a certi quadri di De Chirico, nei quali tutto appare sospeso in un istante senza tempo. E senza tempo si potrebbero forse definire anche i pezzi delle collezioni di Martin, alla ricerca di nuovi canoni di definizione del classico in cui le distinzioni di genere non siano più (e per fortuna, aggiungerei) così importanti.

Crediti Immagini Lookbook : Darryl Natale

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