Young Blood

Marianna Cimini A-I 2014/2015

0
Like

Un cono gelato ai gusti mela verde e fragola: da quando ho ricevuto le immagini che vedete in questo post, non ho smesso di pensarci neppure per un secondo. Ne ho immaginato la leggerezza cremosa sulla punta della lingua, mi è sembrato di sentire la sua freschezza sotto al palato, giungendo quasi a gustarne la dolcezza, quel gusto di un’estate che sembra ancora irrimediabilmente lontana.

Per me, che quando non sto spignattando in cucina passo il tempo a salvare compulsivamente ricette su Pinterest, oppure sto sgattaiolando in pasticceria per un fugace spuntino, la ricerca di accostamenti tra moda e cibo è un’abitudine ormai consolidata (e non poco influenzata da questo -link al sito Tasteofrunaway- fashion blog, atipico e geniale); e questa quarta collezione di Marianna Cimini (link al suo sito sul nome) per il prossimo autunno/inverno non fa eccezione, così lieve, fresca, semplice e inaspettata: come un gelato gustato nel freddo pungente di una Domenica di Febbraio.

Se i tessuti di questa collezione sono invernali – avvolgenti crepe e lane bouclé, seppur contrapposte a leggeri voile e crepe di seta – la sua palette colori potrebbe trarre in inganno e far pensare all’estate, con le tonalità chiare o vibranti del bianco, del rosa cipria, del lime o del rosso pompeiano. Questa è forse la novità più evidente rispetto alle  collezioni precedenti di Marianna, nelle quali dominavano i colori scuri o un’essenziale alternanza di bianco, rosso e blu/nero.

Per il resto, gli elementi chiave del vocabolario stilistico di questa giovane designer, consolidatosi sin dalla nascita del marchio nel 2013, ci sono tutti: il minimalismo mai troppo arido, la contaminazione tra il guardaroba maschile e quello femminile, la spiccata sensibilità grafica delle stampe – questa volta ispirate ai mosaici incompleti alla Gio Ponti – l’eleganza insieme rigorosa e funzionale. Una visione che lei definisce “sportswear chic”, anche se questa volta vira decisamente verso lo chic: fanno la loro comparsa i ricami,  delicati come lacrime, e le linee sono meno squadrate, più morbide e aderenti, richiamo ad “una ritrovata consapevolezza e femminilità”.

Forte delle sue passate collaborazioni con marchi importanti come Tod’s e Max Mara, prosegue dunque a grandi falcate l’evoluzione di Marianna Cimini, che riesce ancora una volta ad unire sperimentazione e appeal commerciale.

E non sorprende che il nome di questa designer, campana di nascita ma formatasi all’Istituto Marangoni di Milano, sia già da qualche tempo tra gli ones to watch del panorama della moda italiana. Per quanto mi riguarda, io continuerò a seguirla con piacere ed attenzione; ma solo dopo essermi concessa una coppa smisurata di gelato al gusto fragola.

Vuoi scrivere un commento?
Effettua la registrazione da questo link:

Registrati

MORE FROM VERONICA BALBI

ENTRA NELLA COMMUNITY