Nel corso di questi mesi successivi alla mia lettera, tantissime persone di Napoli mi hanno scritto, mi hanno raccontato le loro storie difficili, divertenti ma tutte coraggiose.

Ho conosciuto virtualmente molte persone provenienti da quartieri spesso bistrattati dal credo comune, come ad esempio Scampia e proprio da questo posto che ai tanti fa paura, Luca scrive:

“Essere napoletano è un orgoglio ma al tempo stesso è una croce. Un orgoglio perché sei nella città più bella del mondo e una croce perché sei nella città più difficile del mondo. Io vivo a Scampia dal 1982, oramai una vita, e fa male che questo mega quartiere della città sia dipinto come il male assoluto. Credetemi non è cosi, c’è il buono e il cattivo come in tutti i quartieri delle più grandi città europee. Io vivo qui e vivo bene, forse molto meglio che in altre parti della città. Venite a Scampia, non ve ne pentirete e potrete raccontare di non aver trovato l’inferno come tutti dicono.

Vi aspetto!”

Prima di giudicare conosciamo, indaghiamo, esploriamo, viviamo le cose di cui vorremmo parlare male e ne guadagneremo in conoscenza, apertura mentale e tolleranza.

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

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