Make a Wish – 2017

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Ciao Gushmag,

ti scrivo qui, perché è molto più facile che sui social network.

Ecco, a me non piace particolarmente esprimere dei desideri. Sai, ultimamente ho preso qualche palata nei dentini. instaquote-_temp

Certe volte scuoto la testa, come se mi scacciassi da una nuvoletta di Fantozzi che non esiste.

Esco da quella nuvola e mi tocco i denti con la lingua.

Sento se sono ancora 32, ma tanto a quelli in fondo mica ci arrivo, e mi fermo. Sono così stanca che mi arrendo ad un’assurda evidenza di non riuscire a toccarmi tutti i denti con la lingua.

Mi stupisco di averli ancora tutti.

Un’altra badilata centrata in pieno muso mi diffonde un urto che suona come piatti rotti.

Fortuna che siete di osso e non di ceramica.

Non è reale, ovviamente, ma rientra di diritto nella collezione di portoni metaforici schiantati sul testone di ariete che doveva aprirli che tutti noi più o meno abbiamo affrontato.

Insomma, Gushmag, sono un essere umano e come tutti ho i miei periodi di down. Forse io un po’ di più. Sono un Gemelli, nata in un lunedì di pioggia di Giugno dell’anno del Dragone. Sono una contraddizione unica: potenzialmente un serial killer. Ce l’hai presente, Gushmag, quella storia vera del tizio dalle 23 personalità? Si chiama Billy Milligan: è una storia interessante, ti fa più o meno capire cosa succede a passeggiare sulla cresta di un vulcano. Ecco, senza arrivare così in là però Gush – posso chiamarti Gush? – ne ho un po’ le shopping bag blu dell’Ikea enormi piene e stufe di progetti.

project-managerChe io poi, sono un Project Manager. Ho quasi 30 anni e negli ultimi 4 ho fatto di un mio difetto il mio migliore pregio: l’organizzazione. Sono un project manager perché rispettare le scadenze è scritto nel mio DNA, mentre la parola resa non so nemmeno scriverla. Alla deadline non ci arrivo morta, ci arrivo prima.

Ma tu Gush lo sai che significa? Un PM è un leader dei calci sul muso. Io non so fare niente, nessun PM sa fare qualcosa. Sa dire agli altri che sono stati bravi a fare qualcosa per fare in modo che altri facciano qualcosa e così via, fino alla chiusura del progetto. È telefonare al più stronzo dell’ufficio e psicoanalizzarlo, per fare in modo che questi si muova perché – porcamiseria! – Gantt oggi è in rosso e dovevo fare quell’attività l’altro ieri.

Io, Gush, non so programmare niente. Non so fare un prodotto da sola. Sono quella che non si prende i complimenti alla fine del progetto, ma li elargisce durante tutto il processo. Sì, suona un po’ come paraculaggine ma… lo scopo è uno, ed il fine giustifica i mezzi.

Ora però, chi le fa a noi le feste alla fine del progetto?

Tu, io.

Io cavolo. Io mi complimento con me stessa.

Sai Gush? In questo 2016 ho fatto qualche casino. Qualche errorino qua e là che se lo guardo da qui oggi mi sembra semplicemente il continuum di un percorso. Mi sono arrabbiata tanto, dietro questo sorrisetto isterico. Ho visto tutto nero e poi ancora chiaro e poi ancora nero.

Vorrei esprimere un desiderio e crederci tanto. Ma crederci non è abbastanza. E non ci saranno foto, frasi ispirazionali, gente figa che parla, stronzate su come puoi riuscirci tanto lo sai benissimo come si fa a riuscire in qualcosa: sommando le badilate.images-2

Allora forza, destino, mondo, universo, chi cavolo sei tu, lassù, che ci guardi e ti diverti a lanciarci messaggi ed insegnarci la vita.

Prendi nota di quello che desidero e rendimi forte abbastanza per ottenerlo. Sono qui, con quello strumento dell’orrore che ti dà il dentista per tenerti aperti i denti e la cannetta che ti succhia via la saliva ed anche pezzi di lingua: prendi il badile e colpisci.

Vorrei mollare questo paesetto di campagna, dal quale scappo in continuazione ma trovo compaesani anche dall’altra parte del globo. SBAM.

Vorrei vivere con lui ed avere un gatto ed un cane. E sai, non lo posso fare qui, ora. Devo andare via. Vorrei mi dessi l’opportunità. Hai idea di come sia difficile seguire il cuore, al giorno d’oggi? Tu lo sai com’è difficile trovare la tua persona con la testa di cazzo che ho io? SBAM.

Vorrei avere il lavoro per cui ho studiato. Essere realizzata ed utilizzare realmente il mio cervello, che in questo momento sta lottando col cuore? Sai cosa vuole dire ragionare con tutto? Si, certo, ho ragionato pure col culo. SBAM.

Già che ci sei, vorrei perdere ancora qualche kg, ma senza il virus intestinale che mi hai regalato negli ultimi giorni, come assaggio di badilata. SBAM.

E quindi forza, destino, mondo, universo, chi cavolo sei tu, sono desideri così incredibili? Non ti sto chiedendo di diventare gnocca come Adriana Lima o intelligente come Margherita Hack. Sto programmando una vita normale.

image10Sai, 2016, non mi abbatterai. Perché tanto rimango felice da fare schifo. La mia vita è splendida e sarò in grado di avere tutto quello che cerco perchè mi piegherò, suderò, piangerò ma continuerò fino a quando rimane l’ultimo dente sopravvissuto in bocca.

2017, io non ti temo. Ti aspetto qui, a braccia aperte, senza nessun programma, senza nessuna lista delle cose da fare.

Ti ringrazio per l’anno che mi darai, per i badili che mi tirerai, per la donna che mi crescerai.

Namaste.

 

 

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