Alzarsi con due ore di anticipo, è un giorno importante. Fissare l’armadio.

Ma come mi vesto?

Oggi è stato un giorno importante.

Il primo giorno di lavoro.

Ansia ed emozione che… che ve lo dico a fare.

Ma come mi vesto?

Mille pensieri per la testa già da giorni, tanti, tantissimi, una folla di voci e di ansie che si sovrapponevano fino a non farmi più sentire la ragione. Mi sentivo come avvolta in dello zucchero filato rosa. Rende bene l’idea di caos ovattato e appiccicoso.

Non sorprende che il mio primo pensiero sia stato “metto la pelliccia rosa”.  No, vedete, vado per associazioni mentali.

Ma come mi vesto?

Così stamattina mi sono alzata due ore prima, per poter avere tutto il tempo necessario per poter fissare l’armadio e sfruttare quei minuti di tranquillità da appena sveglia per prendere una decisione razionale.

Allora, se vai a lavorare in un posto super inquadrato è facile: tailleur nero e via.

Ma se vai a lavorare in un posto creativo, felice e colorato, è un po’ più difficile. Sembra più facile, ma non è così. Il contesto è importante.

Ma come mi vesto?

Quindi escludo l’opzione nera e inquadrata, soprattutto scomoda.

D’altra parte escludo anche l’opzione “mostra il tuo estro, tutto il tuo estro, sii te stessa, sii un unicorno”.

Come mi vesto? Come mi vesto? Come mi vesto? 

Arrivo alla conclusione basic: jeans, maglioncino di lana semplice e bikers. Semplice, pulita, senza ghirigori, senza rossetto. Però metto il cappotto azzurro. Un segno distintivo.

Metto anche due barrette Grancereali in borsa, insieme alla moleskine, a un quaderno di Tiger e all’astuccio carota. Non manca mai l’astuccio carota.

Magari vado per gradi, per il primo giorno siate basic.
Non prendetevi troppo sul serio, ma credete in voi stessi.

Siate voi stessi.

“Io non ti faccio l’in bocca al lupo, io ti dico buona giornata. Perché so chi sei, so quanto sei, credi in te, nelle tue capacità, nella tua creatività”.

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