Dall'altra parte del vetro

Lo Zoo di 105: la pantomima che non mi piace

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Quest’ultima settimana, per gli amanti dello Zoo di 105, non è stata facilissima e nonostante dal resto del mondo echeggi un gigantesco CHISSENEFREGA, non possiamo non dar adito a tutte quelle persone che questa settimana hanno “sofferto”, perché nonostante tutto lo Zoo rimane sempre il programma più ascoltato d’Italia ed insieme a Tutto Esaurito è la punta di diamante di Radio 105, ma ciò nonostante ci sono degli atteggiamenti che sinceramente lasciano un tantino desiderare.

Per chi non sapesse la storia facciamo un breve riassunto: Zoo di 105, programma radiofonico creato da Marco Mazzoli, che va in onda su Radio 105 da ben 15 anni. Nella sua vita ha subito delle variazioni per quanto riguarda il cast, la più significativa risale al 2011 quando Fabio Alisei, Paolo Noise e Wender decidono di abbandonare il programma per andare a Radio Deejay. La morte nera. Litigi tra colleghi, insulti dagli ascoltatori, questi social che facilitano soprattutto quest’ultima parte, insomma l’epilogo non è stato dei più piacevoli.
Da li ognuno prende la sua strada, i tre a Deejay iniziano un nuovo programma con Albertino chiamato Deejay Asganaway che fa proprio da diretto concorrente al nuovo Zoo di Marco Mazzoli.

Sono passati tre anni, arriviamo alla primavera del 2014. Linus, direttore artistico di Deejay decide di chiudere Asganaway. Da li le strade si dividono nuovamente, Fabio Alisei e Wender troveranno una nuovo percorso che li condurrà nel weekend radiofonico mentre Paolo Noise, dopo tutte le discussioni del caso, ritorna nei suoi passi e decide di di approdare nuovamente a Lo Zoo. La morte nera parte seconda. Ascoltatori che si ribellano al ritorno del “Traditore”, collaboratori che decidono di abbandonare il programma, insomma non c’è un attimo di pace, pace che si è trasformata in guerra lunedì scorso dove, dopo un un lungo discorso in diretta di Marco Mazzoli, Lo Zoo chiude ufficialmente i battenti. Un’altra volta.

Ormai siamo abituati a questa pantomima di Mazzoli ma ogni volta tutti ci cascano. Tutti cadono nella trappola dell’incompreso che non riesce ad andare avanti in questo clima di astio ed ogni volta si ripete la stessa storia: l’attenzione cade tutta sullo Zoo oscurando il lavoro dell’intera emittente, si, perché questa settimana è andata così. Aprivi Facebook, magari ti ritrovavi un post carino sul tuo programma preferito e sotto leggevi solamente commenti tipo “vogliamo lo Zoo di 105 str***i”, dove si accusava la radio di non dare abbastanza spazio al programma (chi è che ha anche la web radio dedicata?), ascoltatori che parlano di contratti, di cache, va bene sentirsi in famiglia ma ogni tanto il confine tra realtà e fantasia è talmente sottile che non ti rendi conto di quello che dici. Persone che minacciano di non ascoltare più Radio 105 ma di ascoltare Deejay tutta la giornata, “così gli ascolti calano pure del 70%” (abbiamo anche gli esperti dell’Eurisko), insomma si è creato un clima surreale che serviva solamente ad attirare l’attenzione su di se, perché Mazzoli è sicuramente uno che sa quello che fa, soprattutto per quanto riguarda il suo lavoro, il suo mondo, ma è anche uno che al gatto e la volpe di Pinocchio gli fa un baffo. La furbizia è la sua arma vincente.

Per questo poi ci ritroviamo alla giornata di giovedì, dove viene annunciata una diretta di 4 ore, venerdì, dalle 14 alle 18. Mossa che ovviamente ci aspettavamo, ma forse quello che non ci si aspettava è la rimpatriata di tutti gli ex. Fabio Alisei e Wender in diretta su 105, la telefonata di Mazzoli a Linus per annunciare l’ennesima tregua, la dicitura su internet “Lo Zoo di 105 in collaborazione con Radio Deejay”, l’ospitata di Mazzoli sabato sera durante SabatoSega, il nuovo programma di Alisei e Wender su Deejay. No, queste cose non ce le aspettavamo e quella volpe di Marco ce l’ha fatta anche stavolta. Forse solo lui riesce a capire veramente cosa vuole il suo pubblico, perché il pubblico dello Zoo non è facilissimo. Si vive il programma come una sorta di religione molto estremista, dove le scelte sono difficili da capire e mai condivisibili, che ti porta anche a perdere il controllo della situazione, perché il bello della radio è quello di scoprire cose nuove e amarle e non di indossare un paraocchi.

Ditemi tutto quello che volete, ma io non ho una grande stima per quelli che si rivelano accaniti fan di un’emittente radiofonica, quelli che dicono che dalle 6 del mattino a mezzanotte ascoltano sempre quella e solo quella. Io ne uscirei matta. È praticamente impossibile che ti possa piacere tutto di un palinsesto, è come se a casa ti mettessi seduto sul divano è guardassi per tutto il giorno, che ne so, Italia 1, va bene la mattina con i cartoni animati e le serie TV, ma che cosa fai quando arriva mezzogiorno e mezza e ti tocca guardare Studio Aperto?
È un atteggiamento ottuso che non ci porta da nessuna parte, ma l’ottusità in generale nella vita non ci porta nulla di buono. Non ci aiuta a crescere, a migliorarci, rimaniamo lì chiusi nella nostra bella bolla di vetro, senza più ossigeno, solo quell’anidride carbonica che si sa che prima o poi ci farà uscire di testa.

Faccio questo discorso solo per renderci conto che ogni tanto bisogna riportare la nostra vita più nella realtà che nella fantasia, questa settimana ho visto trasformare un bel intrattenimento, che deve soprattutto regalarci un sorriso, in un odio che non vorrei vedere nemmeno in uno scherzo mal riuscito di Scherzi a Parte e soprattutto vorrei che la gente capisse che al massimo possiamo essere burattini nelle mani di noi stessi e non in quelle di qualcun altro. È una vita che cerchiamo di ribellarci da coloro che veramente cercano di rovinarci la vita, cerchiamo di essere un po’ più furbi anche noi.
Alla prossima!

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