Oggi parliamo di una interessante pagina di Facebook che seguo ormai da diversi mesi.
La pagina si chiama “Ah ma non è Lercio” ed è nata con una serie di obiettivi che ho da subito considerato illuminati ed assolutamente attuali.
Anzitutto – a partire dal nome – è ben chiara la “mission” degli autori: estrapolare (senza neanche troppa fatica) dal web tutte le notizie che a prima vista ricordano le ormai celebri News di Lercio, sito nato con lo scopo di scimmiottare le manie e le tendenze del giornalismo di casa nostra in salsa satirica ed a volte in maniera estremamente caustica ed irriverente.
Spesso capita di imbattersi in pagine tratte da importanti testate nazionali o da realtà locali che ci lasciano basiti ed esterrefatti.
Purtroppo questo non accade tanto per il loro contenuto o per l’efficacia della forma, quanto per le modalità espositive e per i temi che vengono “commercializzati” senza ritegno dai media: pruderie sessuali a 360° gradi, notizie che rimestano nel lato oscuro ed amante dell’orrido che risiede in ogni lettore, temi teneri e strappalacrime, gossip di bassa lega, scoperte scientifiche e grandi studi sociali costruiti sul nulla cosmico.
Ah ma non è Lercio raccoglie e succhia avidamente la linfa vitale proprio da questo fiume inesauribile di “informazione”, e consente ad ogni lettore di effettuare le proprie personali segnalazioni postandole liberamente sulla pagina dedicata in Facebook.
I risultati negli ultimi mesi sono stati impressionanti, i follower stanno per superare quota sessantamila e sono in rapida ascesa.
Trovo che l’iniziativa intrapresa dagli ideatori della pagina sia lodevole sotto numerosi aspetti.
Stimola il popolo del web a sviluppare un minimo di senso critico, spingendolo a valutare i pezzi che si trova a leggere, ed instillando l’ormai fatidica domanda nelle loro menti: “ma questa roba è Lercio o è reale?“.
E già di per sé, questo pur blando ma efficace invito ad esercitare la propria coscienza critica è lodevole e quanto mai necessario, visti i tempi.
Inoltre, dal punto di vista della eterogeneità e varietà dei contenuti, la pagina ha offerto e continua ad offrire delle perle trash di rara bellezza.
Soprattutto in questa umida e calda stagione estiva – quando gli avvenimenti importanti si contano sull’abaco eppure si deve tirare avanti la carretta ugualmente – il mercato delle simil-lerciate è quanto mai prolifico.
Un altro motivo per il quale apprezzo questa caccia alle streghe in versione mediatica, consiste inoltre nell’emersione dei grandi filoni emotivo-informativi che vengono pompati e diffusi capillarmente puntando tutto sullo sfondare la porta dell’emotività o della vacuità culturale dei lettori.
Tormentoni ormai assodati come “il video che ha commosso il web”, o “la foto che ha indignato il web”, o ancora meglio il pezzo che descrive un “web in rivolta” dopo un qualsiasi evento casuale – con questa personificazione grossolana e decontestualizzata del popolo della rete – sono stati sviscerati e sputtanati anche grazie alle segnalazioni ricorrenti e documentate dai naviganti.
Insomma, un vero e proprio modo di accostarsi al fatiscente Luna Park del mondo dell’informazione con sguardo attento, e con la volontà di non farsi fregare e di saper valutare il peso di quanto leggiamo con il coraggio di stroncarlo senza pietà o di prenderlo con la dovuta ironia, all’occorrenza.
Cosa state aspettando dunque?
Se avete esaurito le parole crociate, c’è una attività gratuita, divertente e mentalmente stimolante a portata di smartphone: esaminate qualche testata on line, e scovate il segugio che è in voi.
Sporcarsi le mani nelle insozzate notizie dalla rete, non è mai stato tanto divertente ed istruttivo.
Buona ricerca e a lunedi prossimo.

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