Il cielo stellato sopra di me

Lo spiritualismo che piace alla gente

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C’era una volta la New Age, movimento culturale che faceva un frullato di tutto l’impalpabile : lo spiritualismo delle religioni orientali , il channelling, la medicina olistica, la cristallo terapia, la meditazione, un po’ di buddismo, la teosofia, l’antroposofia, il tantrismo, la magia, l’alchimia, la cabala… tanta roba, insomma. Come essere in una magica Despar in cui negli scaffali c’è tutto quello che desideri dal punto di vista filosofico/trascendentale e tu, con il tuo carrello, puoi prendere ciò che più ti aggrada per creare il tuo personale cammino spirituale e accedere appunto a quel mondo.

Si sosteneva (uso l’imperfetto, ma non crediate) che bisognasse accedere personalmente allo Spirito, senza bisogno di intermediari come sacerdoti o cose simili. Si credeva che fosse iniziata una nuova Era di maggiore consapevolezza globale; infatti il livello energetico che attraversava il nostro sistema solare ci avrebbe fatto fare un salto quantico del sistema temporale e cambiato le nostre coscienze per sempre: la famosa Era dell’Acquario.

Bene, noi sorridiamo pensando agli hippy e a quel wonderland che ha spedito un paio di generazioni nello spazio iperuranico della sega mentale e del viaggio psichedelico, per poi tornare come palloncini sgonfiati dalla illusione. Non dico che non fossero buone intuizioni, ma- ragazzi -per essere davvero spirituali bisogna avere i piedi per terra.

Oggi quella cosa lì non si chiama più New Age, ma la gente dice “mi interesso di spiritualità” o “ mi occupo di spiritualità”. Nessuno cita più la New Age, perché evidentemente nell’immaginario collettivo è associata a un eclettismo disimpegnato per gente un po’ svaporata, e in buona parte è proprio così. Però attenzione, se andate in un Osho Center oppure in Centro Olistico dall’accattivante nome orientale, per connettervi con voi stessi dovete pagare 60 euro o 140 ( a seconda se fate una serata o un week end) , 30 euro bagno di Gong, 90 euro tema natale astrologico. Nel medioevo abbiamo dovuto pagare l’indulgenza sul letto di morte per andare in Paradiso oggi paghiamo la tariffa scontata se facciamo il pacchetto “scoperta del Sé, contatto con il tuo Spirito Guida”.

Si possono dire tante cose, ma non avete tempo di leggere questa pagina ancora per molto, quindi tiro le mie conclusioni. Ciò che rifugge dallo spiritualismo fai da te, è il concetto di sofferenza.
D’altra parte il Cristianesimo ci ha massacrati l’anima con la sofferenza e il senso di colpa, mio dio, tutti noi abbiamo una madre, sappiamo già cosa vuol dire, no? non può mettersi pure un dio in croce a dirci che è morto per noi! Mi dispiace tanto, ma non serviva… Oltretutto questo irresistibile (ed erotico?) sentimento della sofferenza che ha segnato duemila anni di cultura occidentale , ora non fa più presa, ha perso la sua forza comunicativa perché l’uomo è cambiato profondamente.

Ciò non significa che l’ineluttabile sofferenza personale, della nostra personale vita, non rimanga l’unica strada seria per crescere.

Certamente l’ineluttabile sofferenza è da gestire creativamente. Chi risponde in modo serio e creativo al dolore che è radicato in sé stesso , rende la sua vita divina.

Lo spiritualismo in qualsiasi forma che “distrae” le persone da questa- che chiamerei una legge cosmica- porta all’alienazione e una sofferenza peggiore, quella di colui che non è capace di vivere nel presente.

Per questo in astrologia il severo Saturno è definito il guardiano della soglia, il signore del karma.
Ma di questo ne parlerò la prossima volta.

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