Per un pugno di fotogrammi

L’insostenibile leggerezza dell’essere Checco Zalone

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Caduto dalle nubi per godersi una bella giornata e abbronzarsi sotto un sole a catinelle. Da Giovedì 31 Ottobre torna al cinema il più grande fenomeno comico italiano degli ultimi anni: Checco Zalone. Risate assicurate, ma anche cinismo ed intelligenza fuori dal comune per fotografare in modo dolce-amaro la nostra crisi.

Sole_a_catinelle_poster_ufficiale

Non è facile essere Checco Zalone. Non è facile vivere in una condizione in cui sei riuscito a fare i soldi grazie al cinema ma nonostante questo sei sempre obbligato a farne di più. Una specie di moderno supplizio di Tantalo. Pensate, se il film che il comico pugliese presenterà domani nelle sale incasserà in totale 20 milioni di Euro, sarà comunque considerato un flop. Capite che anche il più impassibile e spavaldo degli attori comincerebbe a sentire la tensione in una situazione del genere.

Fatto sta che Pasquale Luca Medici (questo il nome con cui è stato registrato all’anagrafe) ha deciso di tornare a far ridere gli spettatori, prendendosi un nuovo rischio dopo i tanti piano bar della sua giovinezza, le imitazioni a Zelig e i 45 milioni di Euro incassati per “Che bella giornata”. Il suo nuovo film è un ventata carica di ottimismo, già a partire dal titolo. Dinamico e meno autobiografico rispetto ai suoi due lavori precedenti, “Sole a catinelle” è il racconto di un viaggio attraverso l’Italia della crisi e del rapporto tra un figlio modello ed un padre che ambisce alla ricchezza pur essendo solo un povero cafone. Una pellicola prodotta da Pietro Valsecchi e da Camilla Nesbitt per Taodue, che verrà distribuita in 1300 copie in tutta Italia. Vale a dire che lo verranno a proiettare anche nel salotto di casa vostra. Numeri impressionanti per raggiungere nuove cifre da record. Il rischio dietro tutto ciò è però intuibile: rincorrendo il successo al botteghino il valore artistico della pellicola è il primo ad essere sacrificato. Così è stato anche per “Sole a catinelle”, che trasmette la sensazione di voler raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo.

A livello di contenuti però la storia è calibrata a puntino per raggiungere il target dell’italiano medio. Stremato dalla crisi, rincorso da Equitalia, oppresso dal culto del Berlusconismo, in cui esisti solo se riesci ad apparire. Il personaggio di Checco non segue gli schemi buonisti del povero buono e del ricco cattivo, anzi li stravolge. Qui il poveraccio è il più carogna di tutti e non appena intravede la possibilità di avvicinarsi al mondo della ricchezza snob, coglie la palla al balzo e se ne impossessa accentuandone i difetti. State dunque attenti quando vi troverete piegati dalle risate sulla poltroncina del cinema, perché dietro all’umorismo grossolano Checco nasconde come sempre un’intelligenza che ci dovrebbe far riflettere. Visto così, “Sole a catinelle” ricorda alla lontana lo splendido “In viaggio con papà” in cui Alberto Sordi e Carlo Verdone davano una grande lezione di cinema. Per stessa ammissione di Zalone infatti, il punto di contatto tra lui e il grande Albertone sta nel “non voler dare lezioncine, puntare il dito o salire in cattedra. L’unico loro scopo è riuscire a far affezionare il pubblico. A rendere simpatici personaggi cinici e volgari, perché in fondo li scopriamo essere deboli ed umani. Proprio come noi.”

Questa è la chiave del successo di Luca Medici, talento comico ai massimi vertici della popolarità ma con un’enorme passione per la normalità. La sua filosofia di vita sta chiusa in un aneddoto che mi raccontò quand’ebbi la fortuna di incontrarlo. Mi disse: “Una volta d’estate, con gli amici di sempre, abbiamo fatto una festa a Putignano.  C’erano delle ragazze di Bari. Una si stupisce, passa vicino alla griglia e un po’ schifata, mi fa: Che brutta fine che hai fatto. Non aveva capito che non desideravo altro che stare in costume, bere birra e arrostire bistecche.” Non è facile essere Checco Zalone, dicevamo prima.

 

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