Tra un temporale, una “bomba d’acqua” (squisito esempio di terrorismo mediatico moderno) ed una tromba d’aria, un filmetto non me lo toglie nessuno.
E così riesco persino ad inanellare una riflessione dopo aver visto quella porcheria immonda di The Amazing Spider Man 2, un prodotto che è un insulto per ogni pellicola presente, passata e futura, degna di essere definita tale.
La riflessione è incentrata sull’importanza di sentirsi vivi e parte attiva nel mondo.
Nel film, il buon Electro, prima di diventare un pazzo invasato con una malsana passione per le centraline dell’Enel, era il classico esempio dell’Impiegato Invisibile.
Una di quelle tante persone che svolgono il loro lavoro e lo fanno pure bene, ma che rimangono imprigionate nella ragnatela (…) del loro ufficio, del loro laboratorio, della loro dimensione professionale, che soverchia ed annulla la loro componente più umana.
Ecco dunque, l’annullamento dell’Uomo, nell’ambiente moderno, che lo plasma secondo le sue regole ed i suoi ritmi.
Mi sembra che ci si soffermi troppo poco spesso su questo punto tanto basilare quanto indispensabile, e che siamo ormai portati a saltarlo a piè pari, senza calcolarlo, o facendo finta che non esista.
Quanto è importante da uno a dieci riuscire a mantenere viva ed attiva la propria componente emotiva, ciò che ci rende esseri umani, e non macchine?
Io credo che sia fondamentale, anzi, a mio personale avviso è proprio la chiave di volta che può portare ad affrontare la propria esistenza nel modo migliore, in quanto più aderente a quella sfera che si trova dentro di noi e con la quale conviviamo inconsapevolmente ogni giorno.
Quanto può essere importante la consapevolezza di “essere al mondo”, e quindi di “esserci”, di avere contatti con i nostri simili, di avere scambi con loro, di interagire con il flusso di vite e coscienze che continua a scorrere inesorabilmente?
Sempre più spesso mi capita di realizzare come lo stile di vita che ci viene imposto dallo status quo – come un rigido schema da seguire – sia profondamente sbagliato e sbilanciato.
Una esistenza poggiata sui rigidi binari del lavoro, come elemento totalizzante e qualificante della persona, risultano evidentemente scollegati dalla realtà delle cose e soprattutto dalle persone.
Prova ne é il boom del volontariato che è emerso proprio in questi ultimi anni di grande crisi, a riprova del fatto che una persona non abbisogna solo di una professione e del denaro per campare ed alimentare il mostruoso ed insaziabile Capitale, ma ha necessità di dare un senso alla sua vita.
Un senso che troppo spesso si perde nei meandri di una realtà confusa, a singhiozzo, che continua a sbatterci in faccia la spending-review e le perenni abbuffate delle caste, che rende sempre più evidente e palese quanto ci sia una profonda ed inarrestabile crisi valoriale, che mette in discussione la stessa etica personale e collettiva degli individui.
E’ come trovarsi in una grigia spirale, un vortice proposto in continuazione, instancabilmente, che ci martella senza sosta, tratteggiando una via che ci sembra l’unica possibile e nemmeno troppo allegra.
Non di solo pane, né di solo denaro vive l’uomo, ma di sogni, di emozioni, di lampi vitali.
Di quell’energia che solo il contatto umano, sincero, spontaneo e lanciato oltre l’ostacolo può dare.
Una società che ci spinge costantemente ad ambire alla perfezione ed allo stesso tempo evidenzia in maniera quasi comica quanto essa sia distante dalla reale inerzia delle cose, deve spingerci ad affrontare la nostra vita in modo critico, e ad avere il coraggio di non seguire i dettami che ci fluttuano davanti.
Deve portarci a non considerarli come rigide tavole da seguire diligentemente, ma come semplici indicazioni, create e proposte dall’uomo.
Ed in quanto tali, per questo stesso fatto, fallibili.
Cercano in tutti i modi di farci pensare che una stretta di mano, una pacca sulla spalla, o un briciolo di attenzione concessa al prossimo siano perdite di tempo, ed inutili quisquilie.
Ed io mi accorgo di quanto questi gesti siano il collante universale per impedire che si formi uno sterminato ed imbufalito esercito di aspiranti Electro.

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