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LETTERA DI AMMISSIONE AL COLLEGE – pronti a ridere e piangere?

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Lo so che sembra sempre che io viva in un film, che trasformo ogni banalità in un sogno e che a volte ho una percezione della realtà un po’ distorta ma la distorco perchè possa essere più bella, a volte solamente più sopportabile. (ps. che brutta parola è distorco?! Vabeh non è questo il punto). Seguendo questo pensiero avuto guardando il cielo azzurro in un pomeriggio primaverile dispersa in questa valle ossolana in cui vivo ho pensato all’università. Ok, non è vero che ho avuto questo pensiero guardando il cielo, faceva più bello immaginarla così; in realtà è merito dell’ennesima commedia demenziale holliwoodiana da ragazzine. Ecco, l’ho detto, contenti?

Insomma, sono sempre stata affascinata dai momenti in cui i protagonisti devono preparare la lettera di ammissione al college, mi sembra di vivere con loro quell’ansia di capire se “sono abbastanza” per Yale, Oxford, Harvard..
Ma poi, in che senso “abbastanza”, mi chiedo?

Io ho dovuto solo affrontare un test d’ingresso con le mie mani sudaticce, il cuore che batteva a mille all’ora e un’aula stracolma di povere anime ansiose quanto me (e una serie infinita di strani odori; mi son persa qualcosa? Il deodorante è passato di moda?). E poi mi son chiesta: e se avessi dovuto inviarla anche io una domanda di ammissione, che cosa avrei scritto? Come mi sarei presentata? Quale sono le qualità che fanno di me una persona che è “abbastanza”?

E quindi, eccomi qui, a scrivere la mia personale lettera di ammissione al college immaginario (sì, sono matta, scrivo io quello che avete pensato voi. Fregati!)

Alla c.a. dell’ufficio ammissioni.
Mi chiamo Arianna e sono decisamente “abbastanza” per poter essere ammessa al college. Mh, troppo diretta? Ok, ricomincio.

Mi chiamo Arianna, ho quasi trent’anni e sono specializzata nel ricominciare da capo la mia vita, in effetti penso di averne già vissute alcune, ed è proprio questo che mi rende speciale. Sono un’appassionata degli inizi (e una nostalgica delle fini: spesso quando finisco di leggere un libro sono triste). Iniziare da capo ogni volta è spaventoso, davvero! Mi sento come se avessi una voragine nel petto, un buco nero che attira tutte le energie e sgretola le sicurezze in me; succede ogni volta ma ormai ho imparato a riconoscerlo ed affrontarlo.

“Faccio sempre ciò che non so fare, per imparare come va fatto” disse Vincent Van Gogh, quando lessi questa frase decisi di farla mia.

La prima vita sento di averla terminata dopo il liceo; capitolo chiuso, fine della leggerezza. La seconda dopo la laurea, arriva la vita vera.

Il cambiare vita porta con sè il cambiare mentalità, capire che tutto ciò che hai fatto in passato, bello e brutto che sia stato, ti ha portato dove sei e ad essere quello che sei, quindi ho imparato ad essere riconoscente al passato ma anche a lasciarlo andare. Non deve essere un’àncora bensì un insegnamento. Avere avuto tante vite mi ha fatto conoscere ed apprezzare il mio spirito di adattamento, mi ha fatto capire quanto sia importante avere persone vicine, amici, di cui potersi fidare, pochi ai quali donare un pezzo del tuo cuore e prenderne un pezzo del loro. Paolo e Paolo, Barbara, Anna, Marta, Silvia, Rossella, Flipp, Andrea, Matteo. Grazie.

Avere tante vite mi ha fatto capire che i miei fratelli sono la fonte di forza più grande che io abbia, una fonte senza limite sulla quale poter sempre fare affidamento.

Ho capito che scrivere mi libera da quella parte di me stessa che a volte diventa insopportabile, scrivere è quanto di più caro e quanto di più mio io possa avere e volere. Scrivere per me e per voi, scrivere di me e di voi.

Ho capito che studiare è quanto di più bello al mondo e l’arma più potente che abbiamo a nostra disposizione per essere liberi. Ho capito che voglio essere libera.

Ho capito che non serve a niente dire “sì” quando invece vorresti gridare “no”; che ai pensieri e ai sentimenti occorre sempre dare voce perchè chiusi nel cassetto dell’anima rischiano di soffocare e poi soffocarci; che fare attività fisica fa davvero bene (ci sono arrivata solo a 30 anni… no comment per favore) perchè le energie che ti toglie poi te le restituisce amplificate del 300%; che vale la pena essere felici e sorridere, perchè la vita a volte è un po’ puttana ma noi siamo dei duri e chi ci ammazza oh! Ho scoperto il dolore infernale che provoca il ferire una persona a cui tieni, di conseguenza ho capito che non ne vale la pena fare del male perchè poi tutto torna, sempre e con gli interessi.

Ho capito di essere una pesantona, di fare troppe domande, di esagerare con gli eccessi (esagerare con gli eccessi è già di per sè un’esagerazione, vedete?), ma a volte bisogna essere un po’ clementi con sè stessi e darsi il tempo di metabolizzare per raddrizzare il tiro. Per alcune cose basta un minuto, per altre non basta una vita intera.. ma tanto il senso di questa lettera è che io ne ho tante, giusto? Per cui prima o poi riuscirò a raddrizzarle tutte.

L’unica cosa che non ho ancora capito è: ma fa davvero bene bere questo benedetto bicchiere di acqua e limone tutte le mattine appena svegli???

Et voilà. Questa sono io, con le mie nevrosi, i miei salti temporali e spaziali da un pensiero all’altro, la mia pelle troppo sottile che mi fa sentire troppo e i miei capelli perennemente in disordine. Questa sono io, sono lontana dalla perfezione, oh assai lontana, ma chi lo è? E soprattutto, chi vorrebbe davvero essere perfetto?
Io no (e non c’è pericolo, direte voi. Grazie, simpaticoni).

Quindi, a questo punto, viviamo e basta; se vogliamo una cosa andiamo a prendercela, se vogliamo essere felici.. beh, iniziamo con il primo passo.

SONO STATA AMMESSA?

Rock ‘n Roll miei adorati sconosciuti.

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