Il cielo stellato sopra di me

Leone e Acquario gli opposti. Quinta parte

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L’energia che muove questi due segni riguarda l’autodeterminazione e la conoscenza di sé.
L’ultima volta che abbiamo parlato di qualcosa di simile era con Ariete e Bilancia. L’Ariete inizia il grande mandala degli animaletti da Zodiaco con un gesto (o con una testata, come volete) e mi piace immaginare questo gesto come quello del Cristo nel Giudizio universale della Cappella Sistina, che mette in moto in un ampio e lento movimento rotatorio tutte le figure circostanti. I segni di fuoco sono ossessionati dal proprio Io e la loro vita diventa il percorso in cui far crescere il proprio Sé; ma se per l’Ariete e il Leone il pronome personale preferito è il primo singolare, per la Bilancia è “tu” e per l’Acquario è “noi” oppure un “si” impersonale. L’Acquario si nasconde sempre dietro il “si crede”, “è giusto”, “si pensa” quando intende dire che lui crede, lui pensa… è una specie di equanimità del pensiero generale, nel tentativo di essere più oggettivo possibile. L’acquario è anarchico e vuole abbandonare le proprie sicurezze per cercare il mondo. Il Leone è monarchico, di una monarchia in cui lui regna ovviamente, non qualcun altro.

Con il Leone la conoscenza di sé ha fatto un po’ più di strada rispetto all’egocentrismo arietino. Dopo aver iniziato il sentiero come Ariete, creato la stabilità come Toro, intessuto una rete di contatti come Gemelli e imparato la sapienza del cuore come Cancro, ha una certa esperienza sulle spalle e ne è consapevole. Il Leone sa. Non conosce perché ha studiato, SA e basta. Il concetto di mente estesa è molto chiaro al Leone perché lui non ha un approccio logico come l’Acquario (il quale ripeterebbe più volentieri il cogito ergo sum cartesiano), bensì intuitivo. La sua mente fiduciosa dice a sé stesso che tutto è possibile se lo desideri, che puoi ciò che immagini se permetti alla tua mente di arrivarci; il Leone è il re del pensiero magico (se non capite di cosa sto parlando leggetevi “sette esperimenti per cambiare il mondo” di Rupert Shaldrake). Vi rendete conto quanto tutto ciò spiazzi noi poveri uomini ordinari assoggettati al principio di causalità e al meccanicismo della natura. Uff, che vita dura.
Il leone ha questo fascino da fanciullo prodigio e un cuore generoso ed è un attimo che diventi arrogante con tutti questi doni e nell’ arroganza brucia il suo potenziale.

D’altra parte il Leone è fatto per darsi ed è convinto di piacere a tutti ed accade in fin dei conti… il Sole , che è il pianeta che lo governa, brilla per tutti senza discriminazioni, così un Leone irradia la sua luce calda, la sua generosità e la sua motivazione esistenziale, senza volere niente in cambio. Per tutte queste ragioni (sicurezza di sé, fascino, narcisismo) è un creativo e un segno nato per fare l’attore , che reciti come Tony Servillo o come Eduard Norton, sempre attore è. Magari sei timido, magari sei cauto , magari equanime, ma se sei del Leone, ad un certo punto finisci su un palco a raccontare la tua storia o quella di un altro.
L’Acquario che è opposto e complementare- ed un segno d’aria per giove! – non approva certamente la spregiudicatezza leonina e al contrario , più che mettere sul palco sé stesso, mette dei principi universali, dei valori collettivi, insomma tutto, meno che sé stesso. Ma il palco c’è sempre , è sempre allestito sia per Leone che per Acquario e ci devono fare i conti.
Prendiamo Rudolf Steiner, che era dei Pesci , ascendente Scorpione, embè mi direte, questi due segni sono quelli che più di tutti non vogliono esporsi, ma il suo bel sole in Pesci, che era nella quinta casa astrologica che corrisponde al segno del Leone, l’ha reso un instancabile e prolifico conferenziere. Quindi non il palco , ma la cattedra. Potrei dire una cosa simile di un mio amico che è Pesci con il sole in quinta casa che fa l’attore di professione.

Se il Sole è il pianeta del Leone, quello dell’Acquario è Urano che è lontanissimo dal Sole. E’ stato visto all’inizio del XVIII secolo, proprio nel periodo della rivoluzione francese e non è un caso sapete, perché nel cielo c’è sempre stato Urano, ma forse l’uomo l’ha visto solo quando culturalmente era pronto per riconoscerlo. E’ un pianeta che non gira come gli altri, ma ha un moto inverso, così l’Acquario è un segno che gira al contrario, oppure se volete in “direzione ostinata e contraria” per citare la definizione di Fabrizio De André. L’Acquario è anti patriarcale, contro i valori “solari” dell’istituzione e dell’autorità. E’ per questo che gli Acquari sono un po’ “strani”, cioè definiamo così quelli che sono fuori dalle nostre convenzioni e non seguono la legge del Padre (anche perché spesso i padri degli Acquari sono piuttosto elusivi, anche quando ci sono fisicamente). Questo fa di loro dei rivoluzionari e a ben guardare ognuno di questi fa una piccola rivoluzione nel suo mondo, nello standard familiare, nel gruppo di amici insomma nel suo entourage.

Naturalmente per fare la rivoluzione ci vogliono delle idee, se vuoi distruggere un ordine è per riordinare a modo tuo le cose , no? A volte ci riescono a volte no, a volte distruggono e basta.
In ogni caso le idee dell’acquario sono sempre più avanti di quelle attuali e se non potete apprezzarne la portata, almeno apprezzatene la logica perfetta con cui sono spiegate.

L’originalità è una caratteristica che hanno entrambi questi segni. Il leone è originale perché è un pezzo unico per elezione, l’Acquario si sente unico perché non segue il gregge, diventa inimitabile sulla sua “cattiva strada”. L’Acquario pensa che la società stessa dovrebbe essere fatta di singoli individui unici e inimitabili. Eppure sappiamo che con le masse non si può parlare di auto conoscenza, la massa è beota per antonomasia, ma lui ci crede. Forse è l’Acquario ad avere inventato l’utopia, i sogni di fratellanza universale, Woodstock e Internet, che dà voce e valorizza tutte le singole diversità anonime della “gente”.

A volte l’Acquario è talmente “nuovo” da sembrare un “veggente” o un extraterrestre, poiché è portatore dell’idea nuova e pericolosa. Proprio come il fuoco portato da Prometeo agli uomini, che non permise loro più di essere quelli di prima.
Quando Vasco Rossi voleva una vita spericolata, non intendeva dire che voleva perdere la salute con gli eccessi, ma che non voleva vivere andando ogni mattina a lavorare timbrando il badge. Bè, ci è riuscito. Bob Marley invece diceva “excuse me if I light my spliff, good God I gotta take a lift”, tipo : scusa se mi accendo una canna, ma mio dio devo prendere le distanze… L’Acquario deve prendere le distanze, se ve lo sposate non obbligatelo a dormire con voi nel letto matrimoniale, sguscerà via prima che vi addormentiate.. Giordano Bruno per le sue idee ha fatto una brutta fine e pure Galileo Galilei ha avuto qualche problema con l’ordine costituito per le sue scoperte scientifiche che facevano tremare i fondamenti della Chiesa.

Riguardo al segno del Leone il primo che mi viene in mente (a parte De Niro, Madonna, Giorgio Albertazzi, Strehler) è Andy Wahrol con al frase “in futuro tutti saranno famosi per 15 minuti” (si dice che questa frase gli sia stata attribuita erroneamente. Cioè è andata così, come racconta il fotografo Nat Finkelstein- siamo a metà degli anni ’60 del secolo scorso- “Andy un giorno mi disse: tutti vogliono diventare famosi. E io gli risposi: sì, per circa 15 min. lui ha preso quella frase e l’ha fatta propria”. Insomma può capitare che il Leone trafughi cose e le faccia sue e le spacci per sue, nemmeno se ne accorge, tutto è parte della sua mente estesa, anche le idee degli altri.

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