” Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure “

Nelson Mandela

 

Un uomo di mezza età mi racconta come da giovane fosse rimasto colpito dalla figura di Martin Luther King, dalle sue idee, dalle sue parole; tempo dopo trovandoci nuovamente a parlare mi dice che “i neri sono come pietre, forse per il loro vissuto sì, ma quando possono te la faranno pagare”. Non so bene come interpretare questo cambiamento di idee e forse non mi interessa neppure trovarne un senso logico, alla fine ognuno la pensa come vuole, ma dopo ore in cui le sue parole mi girano nella mente, come un pensiero costante, ne traggo una riflessione personale che partendo da questo abbraccia il concetto ideologico di sinistra e destra, una considerazione che alla fine si distacca dal pensiero che la origina per ampliarsi.

Se all’ideologia di sinistra ed a quella di destra dovessi attribuire un età sicuramente la sinistra sarebbe lo specchio della giovinezza e la destra quello dell’età che avanza.

Quando una persona è giovane solitamente tende ad essere più ottimista, a nutrire sogni e speranze, ad avere una visione positiva della vita e del mondo che la circonda, predisponendosi con più facilità all’apertura e quindi anche all’accoglienza ed in qualche modo alla tolleranza. Ovviamente ciò che influenza un essere umano nel suo divenire è l’evoluzione personale del vissuto; nessuno nasce per poi chiudersi in se stesso, ergendo muri a difesa personale poiché così facendo, in assenza di stimoli esterni, non ci sarebbe neppure lo sviluppo interiore della persona, con tutto ciò che esso comporta, compresa la capacità di distinguere il bene ed il male. Sono proprio gli stimoli esterni a modificare lo sviluppo del nostro rapporto con ciò che ci circonda.

Nel divenire della vita, nel trascorrere del tempo, si va sempre più verso un età in cui ciò che è stato ha avuto la funzione di plasmare ciò che noi siamo nel bene o nel male.

Stimoli positivi (in cui l’accezione dell’aggettivo “positivi” non deve per forza avere il significato di appaganti e propizi), daranno vita a mentalità aperte, pronte ad accogliere senza giudicare, senza puntare il dito, ma ahimè ciò è abbastanza raro; più frequenti stimoli negativi avranno formato persone scontente, diffidenti, chiuse e pronte al giudizio di ciò che le circonda come forma di riscatto esistenziale, ed è in questo sostanziale malcontento verso tutto e tutti che, in questa mia riflessione personale, si colloca l’ideologia di destra.

Diciamo pure, riassumendo brevemente il concetto, che ognuno di noi quando nasce è ideologicamente di sinistra e man mano che cresce, a causa di imposizioni, preconcetti, esperienze ed impressioni negative vira verso un’ideologia contrapposta all’ottimismo giovanile, anticamera della vecchiaia, foriera di uno scontento tipico, ma non generalizzato dell’animo umano.

Terminata questa mia riflessione mi nasce nel petto la speranza che in questo mondo, che si palesa essere di mentalità così chiusa, retrograda ed antica (senza offesa per gli “antichi” che talora sapevano vedere più lontano di noi), che si volta sempre più con lo sguardo verso il suo passato, come un anziano che si volge al suo percorso per poi, con la schiena curva, andare incontro al tramonto, ci sia ancora qualcuno che pur sotto gli influssi positivi o negativi della vita abbia ancora un “cuore giovane” ed un’anima capace di sognare e soprattutto si impadronisce di me il desiderio, che nelle fiabe fu di Peter Pan, quello di “non crescere mai”.

Eleonora Gadducci

 

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