Come sempre in occasione dei grandi eventi parleremo un po’ di tutto e un po’ di niente in maniera caotica e senza un reale filo conduttore. Non aspettatevi una dettagliata descrizione della nottata, anche perché è stata abbastanza prevedibile e non particolarmente frizzante (o forse la stanchezza delle 5 del mattino ha leggermente influito, nonostante le flebo di redbull e i caffè), ma una serie di spunti extracinematografici sulla notte cinematografica per eccellenza… Insomma i nomi dei vincitori li potete reperire su qualunque articolo, ma non qui.

Ci si trova a casa di amici e si comincia il warm up a base di maratona Mentana, più per i blast del Direttore ai politici e il bullismo ai danni di Celata che per seguire i risultati delle elezioni in tempo reale. Annacquiamo il tutto con dei particolari drink allo zenzero e siamo già sul tappeto rosso dove si tengono i totalmente non ufficiali Oscar dell’eleganza (ma con oltre 40 milioni di spettatori sintonizzati i giudizi non possono sfuggire). Tra i top della serata si distinguono per le signore gli abiti colorati di Nicole Kidman (un blu brillante che si annoda in un fiocco e un importante spacco che percorre tutti e 7 i kilometri di gamba dell’australiana), della migliore attrice non protagonista Allison Janney (un abito rosso firmato Reem Acra con manica fluttuante), di Zendaya (una nuvola di vestito color cioccolato che solo lei può portare in maniera così perfetta) e di Ashley Judd (quanto meno per il coraggio di indossare un abito viola nel mondo dello spettacolo… a Napoli staranno rabbrividendo e tenendo stretti i cornetti).

 

Da registrarsi anche una scatenata JLaw in abito simil statuetta, sul tappeto rosso ha improvvisato una coreografia alla La La Land, per poi farsi beccare a entrare in teatro con un calice di champagne e sfottere bonariamente la collega Emma Stone alla battuta del presentatore sul tragicomico scambio di buste della scorsa edizione (“Questa sera se sentite il vostro nome non alzatevi subito”). Look metallici molto più riusciti sono invece quello di Gal Gadot, l’attrice israeliana è incantevole nel suo abito Givenchy a frange (ci sarà un motivo se è Wonder Woman) e l’infallibile Lupita Nyong’o in un Versace nero e aureo (recente vincitrice del sondaggio tra le donne meglio vestite di sempre agli Oscar, in cui ha scalzato una certa Marilyn Monroe).

 

Tra i flop della serata invece annoveriamo il furto della statuetta alla neo miglior attrice Frances McDormand (fortunatamente recuperata poco dopo, prima che fosse necessario affiggere tre manifesti fuori dal Dolby Theatre), il vestito di St.Vincent (ottimo come costume da mare anni 50 ma piuttosto fuori luogo per una cerimonia del genere) e le due Emme (la Stone, unica donna in pantaloni, con quel fiocco rosa su giacca bordeaux, non importa cosa dica Vuitton, non funziona; la Watson invece con un modello abat jour discutibile almeno quanto l’errore ortografico sul suo nuovo tattoo, “Times up” sul serio? Non servono sette anni ad Hogwarts per imparare il verbo essere).

  

Per quanto riguarda gli uomini degni di nota sono i look di Chadwick Boseman (una giacca a ¾ con rifiniture preziose, nessuna cravatta; certamente audace ma un vestiario così wakandiano può funzionare solo su di lui che è la Pantera Nera, quindi don’t try this at home) e il papillon in velluto bordeaux di Matthew McConaughey (di per sé non male, il punto è che è perfettamente abbinato ai gioielli al collo di sua moglie e non so se è una cosa da arresto o estremamente chic, devo pensarci)

 

Per concludere il bianco, che doveva essere un po’ il leitmotiv della cerimonia, ha colorato al meglio solo il giovanissimo Timothee Chalamet (in total white di Berluti) in lizza come migliore attore protagonista per il film di Guadagnino, e l’intramontabile Jane Fonda con unico dettaglio nero la spilletta dedicata a Time’s up.

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

MORE FROM ALESSIO CIBIEN

ENTRA NELLA COMMUNITY