I tartassati

“Lasciate ogni accendino, voi ch’entrate”

Quello che resta è il record di 102 punti della Juventus nel massimo campionato di calcio italiano. Resta la festa per le strade di Torino, con pullman scoperto, calciatori e tifosi festanti. Restano i titoli dei giornali, le bandiere tricolore, Buffon con la coppa al cielo.

A me rimane tanta amarezza. Lo dico da tifoso juventino. Anche l’ultimo turno del torneo ha visto protagonista, oltre ai gol, alcuni striscioni offensivi molto pesanti. E mi limito a quelli di Torino, senza citare quelli apparsi sabato allo stadio Marassi di Genova e al Massimino di Catania. Allo Juventus Stadium, qualche tifoso della curva sud Scirea, che doveva preoccuparsi semplicemente di festeggiare la vittoria dello scudetto, ha esposto due striscioni: il primo “Speziale libero”, a sostegno dell’ultrà condannato per l’omicidio del poliziotto Fillio Raciti; il secondo “Varriale maiale“, contro il giornalista sportivo della Rai Enrico Varriale, reo di essersi prodigato per far indossare la maglia “Siamo tutti Raciti” durante Napoli-Catania.

Sottolineo che tutto il resto dello stadio ha letteralmente sommerso di fischi e di cori del tipo “scemi, scemi” i pochi cretini della curva sud che hanno esposto gli striscioni, e che in pochi minuti sono stato rimossi. Ma non basta curare, è necessario prevenire: come è possibile che gli striscioni siano stati portati nello Juventus Stadium?

Gli accendini non possono essere portati all’interno dell’impianto sportivo. Ma sugli spalti in tantissimi fumano, probabilmente usano pietre focaie. Stesso discorso vale per i tappi delle bottigliette d’acqua. Vanno lasciate all’esterno, perché la bottiglia potrebbe essere lanciata piena d’acqua oltre le reti di recinzione, nel campo. Fatto il divieto, trovato l’inganno: in tanti portano un secondo tappo, ben occultato, magari nel risvolto dei jeans, o nella tasca interna del giubbino. Così, al prefiltraggio, i giovanissimi steward svitano e gettano il tappo della bottiglia, ma subito dopo i tornelli il tappo di riserva viene riagganciato.

E gli striscioni? Ci sono regole precise stabilite con le determinazioni nr. 14/2007 dell’8 marzo 2007 e nr. 26 del 30 maggio 2012 dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive sulla loro introduzione negli impianti sportivi. Per giusta conoscenza, si sprecano le pagine internet delle varie società di calcio di serie A e serie  minori che spiegano tutti i passaggi da seguire per ottenere l’autorizzazione ad esporre striscioni. E’ vietata, ovviamente, l’introduzione e l’esposizione di striscioni dal contenuto violento, ingiurioso,  o che presentino espressioni di razzismo, antisemitismo, vilipendio. Per essere autorizzati, tra le varie cose, ne va comunicato il contenuto, quindi, risulta impossibile che sia stata fatta richiesta di esposizione degli striscioni incriminati di Torino.

Quindi? Uno striscione non è un tappo di bottiglia, più complicato occultarlo sulla persona, ma la maggior parte sono introdotti proprio così. Poche centinaia di poliziotti e di steward non possono perquisire uno ad uno il fiume di tifosi. In prossimità dell’inizio della partita poi, i controlli sono più superficiali per affrettare le operazioni d’ingresso. Un po’ tutti gli stadi, inoltre, hanno delle zone franche, dove è possibile lanciare degli oggetti dall’esterno per poi andare a recuperarli dall’interno.

Forze dell'ordine e steward

Ci sarebbe da lavorare su tutto. Cultura del tifo, ordine pubblico, impianto sportivo. Difficile scegliere da dove cominciare. Io inizierei dalle lacrime di Cerci, giocatore del Torino, che al 93° minuto di Fiorentina-Torino ha sbagliato il rigore che avrebbe permesso alla sua squadra di approdare al torneo di Europa League. Cerci è rimasto sul terreno di gioco per dieci minuti, inconsolabile, in un pianto incessante, dimostrando un immenso amore per la sua maglia. Ecco, comincerei dai sentimenti, perché il calcio sano è fatto col cuore.

lacrime cerci

Un abbraccio a tutti.

Antonio D.S.

 

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