Texas Stripes

L’amaro capodanno del Re del Texas

0
Like

Dopo il Natale è tutto un Happy New Year. Scavalcata – con inimmaginabili fatiche gastronomiche – la festa più consumistica che esista (con buona pace di Papa Francesco), la mia trasferta houstoniana si sta trascinando verso l’anno nuovo con una velocità inversamente proporzionale al mercato. E ho imparato che esiste un momento preciso in cui “Merry Christmas” diventa “Happy New Year”. Secondo i miei calcoli dalle ore 13.00 del 25 dicembre. Minuto più minuto meno. Dal pomeriggio di Natale – da quando cioè il tacchino e relativo ripieno erano appena a metà strada tra la mia bocca e l’esofago – il sorriso delle cassiere dei supermercati (ovviamente aperti) ha cambiato smorfia e si è settato in modalità “buon anno”. Senza se e senza ma, anche se all’anno nuovo manca una settimana. E non si sfugge all’augurio per un anno migliore. Da giovedì scorso avrò incassato almeno una ventina di “buon anno”. Confido di collezionarne altrettanti prima dell’effettivo arrivo del nuovo anno. Così sono a posto anche per il 2015.

C’è anche da rivelare quanto segue: per il Texas “storico” il capodanno arriva prima. Circa… mmm… oggi. Esattamente in questa data, nel 1845, il Texas diventava il 28° Stato dell’Unione tra indicibili proteste interne. Tra queste, la voce più importante fu quella del secondo presidente del Texas (che era già uno Stato fatto e finito per conto suo), Mirabeau Bonaparte Lamar. Nome francese (perchè in parte il Texas è stato francese), secondo nome – beh – senza commento, cognome da pirata, Lamar era un uomo con una visione. Si dice così, no? Ammirato come un Dio, scrittore, poeta, politico e visionario, vedeva nel Texas una terra coltivata a cotone e senza restrizioni fiscali. Il suo sogno per una terra dorata, di cui sarebbe stato probabilmente il Re, si spense in quel lontano “nuovo anno” del 1845. Sarà per questo che ogni texano ha fretta che l’anno finisca?

Vuoi scrivere un commento?
Effettua la registrazione da questo link:

Registrati

MORE FROM GIULIA SALMASO

ENTRA NELLA COMMUNITY