Grace under pressure

LA TELEVISIONE DELL’ABC E LA NOSTALGIA DEGLI ANNI ‘50

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Gli show televisivi negli anni ‘70

Per una serie di articoli ho deciso di trattare un argomento che ultimamente mi interessa molto: gli show televisivi americani degli anni ’70. Totalmente diversi da quelli che trasmettono oggi, innovativi per l’epoca e molto buffi per i giorni nostri.

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Sono gli anni ’70, gli Stati Uniti sono nel mezzo della Guerra Fredda, il Vietnam è una trappola da cui non si riesce a uscire, l’inflazione e le contestazioni politiche e razziali sono in aumento. Il Paese si trova in uno stato di continua tensione politica, economica e culturale, tutto ciò che influenza ha avuto sul mondo dello spettacolo?

Gli anni ’70 sono stati un periodo incredibilmente florido di produzione artistica e di consumo politicamente impegnata. Chi non era interessato ai temi politici, nell’ambiente letterario, musicale e cinematografico, spesso preferiva volgersi all’indietro verso tempi che apparivano più tranquilli: il periodo preferito erano gli anni ’50, quando la potenza americana appariva al culmine, e che la gente percepiva più innocenti e rassicuranti. Questa malinconia rappresentava essenzialmente una forma di fuga dalla realtà circostante e la televisione offriva perciò agli spettatori un tuffo nei ricordi di tempi più felici, anche a chi quei tempi non li aveva mai vissuti.

Nel 1970 la rete televisiva ABC cercò di andare oltre questo diffuso rimpianto degli anni ’50 realizzando una nuova versione di una vecchia e popolarissima trasmissione ambientata negli anni ’30 intitolata I Remember Mama. Alla base di questa iniziativa c’era il seguente ragionamento: «se il pubblico rimpiangeva gli anni cinquanta e li trovava rassicuranti, un ulteriore salto indietro di vent’anni sarebbe stato ancora più rassicurante…».

La ABC contattò Garry Marshall, che già aveva dimostrato notevole talento come autore di show televisivi e opere cinematografiche, per commissionargli una nuova sit comedy, ma inizialmente Marshall rifiutò. Tuttavia gli piaceva l’idea di base: scrivere testi che facessero rivivere i bei vecchi tempi. Marshall allora disse alla ABC che, per quanto I remember Mama non rientrasse nel suo genere, in fondo gli sarebbe piaciuto scrivere qualcosa ambientato negli anni ’50, “i suoi” tempi, il periodo della sua adolescenza, che gli era familiare e che lo attraeva sentimentalmente.

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Marshall si mise al lavoro e inventò la famosa famiglia Cunningham: il simpatico nucleo di personaggi protagonisti di Happy Days. Nacque il prototipo di mezz’ora A new family in town con Ron Howard, Anson Williams e Marion Ross. Tutti i personaggi erano gli stessi della trasmissione che tutti conoscono, a eccezione di Fonzie, la cui personalità non rientrava in quello che Marshall definiva «un simpatico, caldo quadretto di vita familiare». L’esito fu piuttosto deludente: il suo prototipo non suscitò un particolare interesse nella ABC.

Con il passare del tempo la nostalgia per gli anni ’50 e ’60 cominciò a prendere sempre più piede: il musical di Broadway Grease, ambientato appunto in quegli anni, aprì un nuovo filone di successo, e il film American graffiti fu accolto entusiasticamente da pubblico e critica.

Il successo di queste due produzioni gettò una nuova luce sulla idea iniziale di Happy Days: la ABC si rese finalmente conto della possibilità di successo commerciale implicita in un ritorno agli anni ’50 e prese di nuovo contatto con Marshall a questo proposito.

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