21 tocchi

La vita d’agenzia, descritta dai testi degli 883

0
Like

La vita in agenzia non è facile da definire. O potremmo anche limitarci a dire che la vita in agenzia non è facile, punto.

Lavorare in agenzia è un tourbillon di emozioni, una montagna russa che – a differenza di quelle di Gardaland – non puoi osservare prima da fuori per farti un’idea di quando arriveranno i momenti più adrenalici e quando invece potrai tirare il fiato; per lavorare in agenzia riuscendo a non compromettere la propria sanità mentale, è necessario essere reattivi come Buffon nel 2006, determinati come Napoleone prima di Waterloo, e innamorati del proprio lavoro come della propria lista Netflix.

Per bilanciare alla perfezione l’ordinaria follia quotidiana, ascoltare musica può essere un ottimo viatico. Ed è proprio ascoltando una delle millemila playlist che compongono il mio account Spotify, che mi sono reso conto di quanto la discografia degli 883 sia perfetta per descrivere le sfaccettature della vita da consulente, a prescindere dal grado di seniority e dal reparto in cui lavorate. Anzi, scandagliando per bene i testi del duo più iconico degli anni ‘90 italiani, ci si accorge che molte canzoni sono perfettamente aderenti soprattutto ai momenti di maggiore sconforto.

Perdere una gara, soprattutto se il cliente ha a disposizione un budget piuttosto sostanzioso, trascina sempre con sé una coda lunga di musi altrettanto lunghi, incazzature, rinfacci vari e sconforto generale; ma prima o poi, ecco che arriva la consapevolezza dell’ineluttabilità, come nel ritornello di “Quello che capita”: si fa quel che si può, persa questa, vinceremo la prossima.

In momenti di tale mestizia, è molto facile cadere in una spirale depressiva che innesca quel tipico climax diabolico à la John Belushi in cui inizi a dubitare di te stesso, delle tue capacità, forse del tuo lavoro, addirittura delle tue scelte di studio e, perché no, della tua vita stessa. Provi a condividere i minimi storici della tua autostima con gli amici, cercando conforto in loro davanti ad una birra al bar, ma sai già come ti risponderanno: “Bello, non ti passa più, te la sei voluta tu, vuoi la bicicletta e poi…”.

Ma bando alla tristezza, la vita di un consulente d’agenzia è fatta anche di altri stati emotivi, più positivi e più sani: tipo la rabbia. Perché solo l’orgoglio rabbioso (o la rabbia orgogliosa, fate vobis) ti permette di non cadere nella psicosi quando hai l’idea creativa della vita, ma puntualmente il cliente te la boccia, per di più argomentando il suo rifiuto con un accademico e approfondito “Non mi convince”. E quindi, che je voi dì? Non ho nessun rimpianto, nessun rimorso.

È invece il verso più bello – almeno per noi inguaribili nostalgici – di una delle canzoni più belle degli 883, degli anni ‘90, della musica italiana, della musica tutta!, a venirci in soccorso verso le 18.01, quando il puntatore del mouse è già sopra la X rossa della casella mail, quando con la mente sei già sul treno/macchina per andare a casa, che arriva lei, la maledetta richiesta di “una cosa al volo”. Sai già che questa è una tremenda bugia, perché ci vorrà come minimo mezz’ora per realizzarla, più un’altra mezz’ora per ricevere i feedback, e questo vuol dire che la tua serata è saltata, e che nessuno ti restituirà quell’ora in più, perché “il tempo passa per tutti lo sai, nessuno indietro lo riporterà, neppure noi”.

Oppure gli scenari potrebbero invertirsi: sono sempre le 18.01, basterebbero due semplici lettere per decretare la fine della tua giornata lavorativa, un’approvazione e via, fino a domani non ci pensiamo più. Perché il cliente non si sbriga con quest’approvazione? Come mai?

Infine, ultima sfumatura del turbolento rapporto tra consulente e cliente, un luogo più comune dei tedeschi tutti biondi e occhi azzurri: l’assenza di budget. La somma a disposizione del brand di turno non sarà mai sufficiente per permettere alla tua agenzia di erogare il servizio richiesto, non se nel servizio devono essere comprese anche fastidiose voci quali “costo del personale”; inoltre, minore sarà il budget a disposizione del cliente, maggiori saranno le sue pretese in termini di risultati da ottenere. Caro cliente, con un deca…

Come se tutto ciò non bastasse, ci sono altri momenti, legati alla vita interna dell’agenzia, in cui potresti ritrovarti ad invocare i versi scritti da Max Pezzali e Mauro Repetto.

Nello specifico, sono 4 le fattispecie più tremende che possono affliggerti in una giornata di lavoro qualsiasi:

E infine, proprio a proposito di caffè, gli 883 hanno saputo dedicare un’ode pure a questa bevanda miracolosa, panacea per tutti i mali che possano affliggere il consulente moderno, una vera forza della natura, meravigliosa e scura.

Bonus track

Ecco la pacata reazione di ciascun componente del team di lavoro, dopo aver vinto una gara:

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

MORE FROM RICCARDO BUSON

ENTRA NELLA COMMUNITY