Noir, sex & rock'n'roll

LA VERITÀ È CHE NON MI PIACCIO ABBASTANZA.

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Perchè mi accontento.

Accontentarsi è triste. Mi faccio andare bene le cose, mi faccio andare bene le persone e addirittura gli uomini. Sono io che scendo a compromessi, a volte scendo fino al sottoscala quanto in basso scendo. Perchè credo di non meritarmi un uomo che probabilmente esiste solo nella mia testa. O forse non ho solo la pazienza di trovarlo. Sono molto impaziente.

Al bancone del bar, al ristorante, per strada.. do retta a chiunque mi dia un minimo di attenzione, come un animale ferito, perso, una preda disorientata che si aggrappa al primo timido segnale. Mi sembro una disperata.

Eppure posso essere meglio di così.

Posso cambiare. Posso imparare a piacermi, o almeno, per iniziare, posso imparare a non darmi sui nervi. Voglio imparare a dire di “NO!”, anzichè recitare il mantra del “SI”.

Voglio imparare ad allontanare il “chiunque” e tenermi stretta il “sublime”. Voglio imparare a scegliere ma innanzitutto voglio imparare a scegliermi, ogni giorno.

“Occorre sbarazzarsi del cattivo gusto di voler andare d’accordo con tutti. Le cose grandi ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili. Le rarità ai rari” F. Nietzsche.

Mi merito un amore che viva le mie follie e le alimenti, mi porti a passeggiare di notte, illuminati dai neon delle vetrine; a mangiare hot dog di dubbia qualità seduti su una panchina in periferia; mi legga una poesia sdraiati su di un prato, in autunno, quando il sole ancora è clemente e ci riscalda; mi canti una canzone al karaoke dall’altra parte del mondo; mi dica sempre di sì, ad ogni mia follia, ad ogni mia richiesta senza senso, senza guardarmi stranito ma solo con un gran sorriso; si diverta a guardare l’accostamento eccentrico di come mi vesto.

Abbia voglia di me, sempre.

Mi guardi negli occhi almeno una volta al giorno, mi guardi davvero e mi dica di che colore sono oggi; mi dica che portare i camperos è una figata, che non sono passati di moda e mai passeranno; venga con me in uno scantinato ad ascoltare jazz; mi faccia conoscere i suoi genitori presentandomi con fierezza; non mi chieda il significato dei miei tatuaggi, lo farò io quando sarò pronta; mi chieda di sposarlo un pomeriggio d’autunno, a Parigi; mi regali libri e biglietti aerei; mi porti alle mostre d’arte; mi insegni qualcosa di nuovo, una parola, un concetto, qualsiasi cosa.

Scriva di me, per me, con me. Mi merito un amore così, e non scenderò più a compromessi.

Ma sopratutto mi merito di volermi bene.

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