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La sindrome del Palio di Siena “mors tua, via mea” – Italiani di Frontiera

A Siena durante il palio i fantini non concorrono per la vittoria ma per impedire ai propri avversari di tagliare il traguardo. Contrasti, “sgambetti” e poi l’esultanza “mors tua vita mea”. Questa è la sindrome del Palio di Siena, che Luca Cavalli Sforza, professore all’Università di Stanford in California, definisce come una forma mentis italiana che impedisce di fare squadra, di avere fiducia, di crescere.

“Sono contento di perdere purche’ tu perda”

Prendo posto in uno dei tre gradoni di legno dell’open space del Godesk di Potenza. L’ambiente è accogliente con un inconfondibile design scandinavo, semplice, smart e sostenibile. Sotto i miei piedi l’erbetta verde, davanti a me un mega teleschermo. La stanza è gremita di persone: c’è il direttore nazionale del Cdo Dionigi Gianola e il presidente Cdo Basilicata Francesco Perone (organizzatore dell’evento), e tanti altri personaggi di spicco del “fare impresa”, professionisti, imprenditori e startupper.

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Leggo nel flyers, tra i diversi meeting e sharing lab, il titolo dell’ultima conferenza a cui voglio partecipare: “Italiani di Frontiera”. In un attimo arriva il relatore, Roberto Bonzio. Capelli brizzolati, occhi azzurri, alto, in forma ed energico. Ha un divertente senso dell’ironia e le sue parole, con un inconfondibile cadenza mestrina, emettono vibrazioni positive , danno forza e infondono coraggio. Nello schermo partono una carrellata di diapositive. Lo speech è incalzante e intavola interviste, citazioni, nomina personaggi storici ed eventi, tutto legati da un fil rouge “Think outside the box”. Ed è proprio la sua esperienza professionale e personale “Fuori dagli schemi” che mi immerge in ogni sua parola con un effetto ipnotico.

Un giorno Roberto decide di cambiare strada, vuole intraprendere una nuova avventura e dare la possibilità alla sua famiglia, ai suoi figli di vivere un’esperienza unica. Prende un’aspettativa di 6 mesi e si trasferisce in California nella Silicon Valley, nel cuore mondiale dell’Innovazione dove spirito d’impresa, lavoro di squadra e fiducia nel futuro si intrecciano nelle vite degli italiani che hanno cercato fortuna là. Così si inventa un progetto “Italiani di Frontiera”, per dare la possibilità a chiunque di vivere un’esperienza unica, che può cambiare la vita sia in termini di crescita personale che professionale.

La metafora Sindrome del Palio di Siena, è stata creata da “Italiani di Frontiera” ed è diventata così famosa da finire nel titolo del Rapporto Eurispes del 2016.

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Torno a casa cerco su Google più informazioni su Roberto Bonzio.

Laureato in Lettere Moderne a Ca’ Foscari con una tesi di Storia del Cinema è un giornalista affermato. Il suo inizio è con il Gazzettino di Venezia, poi ha scritto per il Giorno di Milano e ha collaborato a diverse riviste tra cui D di Repubblica, Gente Viaggi, Gioia e Tuttoturismo. La sua ultima esperienza decennale è nell’agenzia internazionale Reuters a Milano, dove si è occupato di cronaca, cultura, innovazione ed high-tech. Alcuni dei suoi testi sono finiti anche su The Guardian, The Independent, The New York Times, The Washington Post.  Il suo spirito di iniziativa e la sua forza lo hanno portato poi oltreoceano e diventare un vero e proprio imprenditore con “italiani di frontiera”.

Roberto ha calcato i palchi di tutta Italia, ha contaminato milioni di persone con un messaggio positivo:

Si può cambiare, vi mostro come, venite con me.

La conferenza è iniziata con uno spezzone di un’emozionante intervista a Renzo Piano. Non ho potuto fare a meno di cercare  la versione integrale e condividerla.

 

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