“Voglio conoscere l’uomo della mia vita a supermercato!”

“In che senso?” 

Conversazione realmente avvenuta. Varie volte

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Ci fu un tempo, ormai tanto lontano, in cui disdegnavo la tuta. Ebbne sì, persino per andre in palestra o a correre arrangiavo completi con leggings e magliettine carine.

Dico la verità, vedere persone per strada o addirittura all‘università in tuta non mi faceva solo storcere il naso, ma mi faceva fare commenti molto acidi e molto poco tra me e me.

Era quasi divertente prendere in giro gli amici e averlo come fattore di giudizio di un uomo.

La tuta non esisteva. Tranne quella da sci. Ma anche per quella ho lottato per anni per poterla sostituire  con i jeans. Invece no, decisamente fallimentare. L’eccezione che conferma la regola.

Quindi: la tuta non esisteva. Io sono chic, voglio essere chic. C’è chi dice snob, ma non è vero.

Non è vero perché è accaduto qualcosa. Il cambio d’aria o lo spostamento di qualche asse mi ha fatta declinare verso l’abbrutimento.

Da quanto vivo da sola a Milano la tuta è essenziale nella mia vita. Non la uso solo in palestra. A casa non faccio in tempo a rientrare che già l’ho indossata. La vita domestica richiede comodità. Pulizie, bucati, piatti da lavare.

Fosse almeno la tutina sexy e da fisico atletico della Nike. No. La tutona sbilenca da 10€ di H&M, dal colore indefinito. (Aggiungo anche messa dentro ai calzini nei periodi peggiori)

Degrado.

Dovrei lavarmi anche io.

Ma il momento più bello ed esaltante è quando vado a fare la spesa. Ovviamente non voglio sciupare vestiti belli per andare al mercato o al market. Però voglio incontrare l’uomo della mia vita mentre faccio la spesa. L’ho deciso.

Perciò oso: stivaletto scamosciato collezione autunno/inverno 2015/2016, chiodo di pelle (very strong) e pochette. La pochette è per quel tocco di classe in più. L’ultima volta l’ho messa fucsia per abbinarla alla scritta sulla maglietta (di Barbie, ci tengo a precisarlo). Nei periodi migliori ho la chioma al vento. Negli altri ho cipollotto in testa e occhiali.

Insomma, come resistermi?

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Ovviamente la colpa è del carrello della spesa e della stecca di rotoli di carta igienica sotto braccio. Sono loro che mi rovinano.

Tutto ciò è per dire… sentitevi fantastiche in ogni caso, che non c’è bellezza senza autoironia.

(coming soon: pigiama da unicorno ! )

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

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