Dall'altra parte del vetro

La Radio Italiana, un Posto per Vecchi

0
Like

Mi metto nei panni di un giovane che al giorno d’oggi vuole intraprendere la carriera radiofonica in una radio italiana. Sì è vero, adesso con le web radio tutti possono farla ma se uno ha la “malsana” idea di avere come obbiettivo il tanto prestigioso network nazionale che cosa deve aspettarsi davanti? Secondo me potrebbe trovarsi un tunnel dove la luce che ti indica l’uscita è talmente tanto lontana che non si vede. Al giorno d’oggi le nostre radio nazionali sono primeggiate dai cosiddetti “senatori” che non si schiodano dalla poltrona nemmeno se li punti una pistola alla tempia.

Questa riflessione nasce perché settimana scorsa Fearne Cotton, una delle protagoniste di BBC Radio 1 ha lasciato il suo programma (il Fearne Cotton Show) dopo dieci anni di conduzione e voi potrete pensare “almeno lì i dinosauri li mandano via” e invece no, la ragazza ha deciso di dare una svolta alla sua carriera a solo 33 ANNI. Ripeto TRENTATRÉ e non senza lacrime. A parte gli attestati di stima arrivati da qualsiasi artista nel mondo non credo che i Coldplay dedicherebbero una canzone d’addio a tutti.

La ragazza ha lasciato il segno e forse bisogna essere coraggiosi anche per capire che a un certo punto della vita bisogna dire basta, non vogliamo fare come la 65enne tedesca che dopo 13 figli ha partorito 4 gemelli, bisognerebbe lasciare lo spazio e il tempo agli altri di “procreare” nuove idee.

Analizziamo proprio la fascia che Fearne Cotton copriva su BBC Radio 1, quella mattutina, prendiamo in considerazione la fascia tra le nove e mezzogiorno che credo che sia, qui da noi, quella che subisce meno cambiamenti. Analizziamo i principali network, su Radio Deejay Deejay Chiama Italia va in onda da 24 anni, su Radio 105 Rosario Pellecchia e Tony Severo, con 105 Friends, vanno in onda da circa 14 anni, per non parlare di Anna Pettinelli su RDS che va’ in onda in quella fascia da ormai un tempo indefinito, guardando questi piccoli dati possiamo renderci conto che i senatori non mollano e difficilmente molleranno, perché il cambiamento da noi non è simbolo di rinnovamento ma viene vissuto dai “grandi” come una decaduta. Un paio di giorni fa’ sul suo blog Linus diceva che a volte è tentato dal mollare tutto soprattutto perché la vena creativa, dopo tanti anni, tende ad esaurirsi, se si pensa che la “vena creativa” dei programmi radiofonici del mattino è fatta dal 99% di notizie catturate dal web allora stiamo certi che alcuni di loro andranno in onda pure dalla casa di riposo.

E i giovani che devono fare? Devono continuare a vivere nell’era dell’accontentarsi? Purtroppo per ora è così, a meno che non chiamiamo i Coldplay e li convinciamo a scriverci qualcosa per aiutarci a liberarci di qualche matusalemme, ma sapete com’è, questa cosa non la vedo tanto facile.

Vuoi scrivere un commento?
Effettua la registrazione da questo link:

Registrati

MORE FROM LUCIA MELAS

ENTRA NELLA COMMUNITY