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“La Minore” di Riccardo Coni

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“[…] Lei sarebbe vissuta per sempre. Mi avrebbe sempre spento la luce della camera da letto prima di dormire per sempre, nei miei ricordi. I suoi quadri sarebbero sempre rimasti per sempre nel soggiorno di casa mia a ricordarmi ciò che mia madre voleva esprimere, e per comunicarcelo. Ciò che non ha potuto fare lei lo avrei fatto io; non la avrei mai delusa, per nessun motivo, incondizionatamente. Lei sarebbe vissuta per sempre, perché forse voleva solo volare, voleva vivere e non morire, voleva solo respirare, ma forse non ci credeva affatto; lei non è mai stata ciò che avrebbe voluto essere, ma ora non era il tempo di piangere, era il tempo di capire perché; forse lei era uguale a me, forse io vedrò le stesse cose che vedeva lei, e che non può vedere nessun altro. Qualcosa di inedito e di incomprensibile mi legò a mia madre… Ma una cosa era certa. Lei sarebbe vissuta per sempre”.

[Estratto da “La Minore” di Riccardo Coni – basato sulla canzone Live Forever degli Oasis]

 

Un libro che mi ha colpito molto è stato “La Minore”. Non è un bestseller o il libro di un grande scrittore famoso (o almeno, per ora!). È semplicemente un libro scritto ormai dieci anni fa da un allora adolescente, che racconta come ha vissuto la perdita della persona forse più importante nella sua vita: sua madre. I lutti sono sempre argomenti difficili da affrontare, soprattutto a quell’età. A livello comunicativo, sono certamente un tabù. Lui ha avuto il coraggio di raccontare questa storia, mettendo i propri sentimenti a nudo di fronte a tutti. Certamente aveva paura di parlarne, e probabilmente tendeva a nascondere tutta questa storia.

Le parole e la scrittura in questo caso gli sono servite come terapia personale per comprendere e affrontare quel dolore incomprensibile.

Ho iniziato a leggere il libro perché ormai quasi sette anni fa conobbi un ragazzo un po’ tenebroso, un po’ taciturno, senza una meta, sperduto, che cercava una mano per essere accompagnato verso la vita vera e colmare un vuoto che aveva dentro. Si capiva che questo vuoto era immenso, ma faceva fatica a spiegarlo. Ci stavamo conoscendo meglio, all’inizio della nostra relazione, e 83.000 parole stampate su dei fogli A4 funzionano meglio di qualsiasi chiacchierata post-adolescenziale tra i fumi degli spritz patavini. Mi disse quindi di leggere questo “La Minore” per capire cosa era quella “cosa” che nascondeva. Con un po’ di vergogna me lo mandò via email, timoroso del mio giudizio. Andai subito in ufficio di mio padre a stamparlo. Lo lessi il pomeriggio dopo tutto d’un fiato perché la storia, seppur scritta da un adolescente, è una storia fluida e ricca, di tradimenti, scene ed episodi capitati a tutti gli adolescenti. Ognuno vi ci si poteva (e può) immedesimare, ma è inutile dire che sin dalle prime pagine si inizia a vivere il dolore del personaggio principale in prima persona. Rob (Riccardo) è un ragazzo di 17 anni che nel 2005, che dopo una lunga malattia, perde la madre.

Dalla difficoltà di elaborare questa perdita partono La Minore e le nuove scoperte di un adolescente che vuole aprirsi alla vita, ai suoi errori e alle cazzate che inevitabilmente succedono. Pian piano inizia a capire che non tutto è rosa e fiori, e che da quell’episodio la sua vita necessariamente cambierà, ma come? Tra riferimenti agli Oasis, ai Beatles, ai Pearl Jam e a mille altre band che io non ascolto… Leggetelo e lo scoprirete!

La Minore di Riccardo Coni

Quell’adolescente oramai è diventato un uomo, con i suoi pregi e i suoi difetti, che è riuscito a colmare le sue mancanze e che da tre anni è il padre di mio figlio.

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Sinossi
Un diciassettenne confuso, che deve ancora conoscere tutto della vita. Sua madre che ha avuto un ictus e si sta riprendendo. La famiglia intera che prova a lottare contro questa piega degli eventi.
Finché le speranze si dissolvono, nella mattina della Vigilia di Natale del 2005.
Roberto comincia così a scoprire se stesso e il mondo che gli sta attorno. In un’ottica alienata, che prova a rimanere distante da tutti quegli eventi, ma che inevitabilmente lo risucchiano come un buco nero che si sta inghiottendo l’umanità intera. E diventa una corsa verso la reazione alla morte della madre, che lascia un vuoto enorme, quasi impossibile da colmare. In una canzone, in un momento come questo, suonerebbe un accordo di La Minore. Dal la minore Roberto parte, infatti; ma è proprio lo stesso la minore che Roberto vuole superare, per arrivare ad un Sol Maggiore, caldo ed aperto, rassicurante e sereno, attraverso la coerenza e la scoperta del suo modo di essere, tra avventure adolescenziali e musicali, tentativi di fuga dalla realtà e contraddizioni. Ma con una speranza, sempre: che quel Sol maggiore esista.

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