Dall'altra parte del vetro

La Isla 105 : un amore chiamato Formentera

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Se non capitate per la prima volta in questa rubrica, sapete benissimo che non sono una grandissima fan della radio estiva, diciamoci la verità, non mi sono mai professata come una perfetta estimatrice, però se qualche volta sbaglio sono bravissima a lasciare spazio alle scuse inneggiando un grandissimo mea culpa.

Potrei considerare questo articolo come una sorta di errata corrige. Come quando leggi il volantino del supermercato, assaporando delle succulenti offerte, poi arrivi li, per cercare di cibarti di tutto ciò che puoi acquistare e invece sopra il cartellino del prezzo vedi sovrastare un gigantesco ERRATA CORRIGE che ti fa perdere tutte le speranze, perché sai che l’unica cosa che si ciberà in quella giornata sarà la cassa del negozio. Ecco, potremo usare questa piccola vicenda come termine di paragone per il mio cambio d’opinione.

Non ho mai parlato dei miei gusti per quanto riguarda la radio, mi riprometto sempre di essere il più oggettiva possibile, ma forse ogni tanto bisogna raccontare anche un po’ se stessi, giusto per farsi conoscere meglio. Allora, per prima cosa dovrei dichiarare apertamente i miei sentimenti: pur cercando di seguire un po’ tutto, perché come ben sapete la curiosità è donna, non sono però ancora riuscita a trasformarmi in MacGiver e a fare mille cose nello stesso momento, quindi se devo compiere una scelta, tendo a prediligere due radio: Radio 105 e quell’altra… quella che sta in via Massena a Milano… con il direttore artistico che corre sempre… Insomma, non mi sembra carino citarla visto che in questo articolo dovrò parlare della prima. Perché se quest’estate qualcuno è riuscito a farmi cambiare idea sulla radio estiva è stata proprio 105.

La seguo da ormai dieci anni. Tutti potrebbero pensare che sia una grandissima estimatrice dei programmi di punta come Tutto Esaurito o Lo Zoo di 105, invece non è assolutamente così. Ho iniziato a seguirla nel 2004 grazie ad Alessandro Cattelan (che adesso sta pura dalla concorrenza) e da li piano, piano ho iniziato a conoscerla, impossessandomi dei ritmi e rendendoli un po’ miei. Perché mi rendo conto di conoscere bene una radio, quando so percepire con esattezza in quale momento verrà mandata in onda la pubblicità. Se azzecco questo vuol dire che è amore puro.

Ma come tutte le storie che si rispettino, ci sono sempre degli alti e bassi che a volte sfociano in delusione. Devo essere sincera, negli ultimi anni non ho tanto apprezzato delle scelte che sono state apportate al palinsesto. Non mi piace quando si da spazio alle persone sbagliate. Sono quei passi fatti in maniera errata, che anche se cerchi di rimanere a stento in piedi, arriverà sempre quella folata di vento che ti farà cadere.
Le poche novità mi hanno portato un po’ ad allontanarmi da questa emittente e mi rendo conto che la maggior parte delle volte è semplicemente un problema mio. Per me sarebbe una buona idea cercare di spostare qualche senior per dare spazio ai giovani, ma mi rendo conto che a livello di marketing sarebbe una pazzia togliere dei personaggi che ti portano gli ascolti alle stelle. È un binomio con la quale non riuscirò mai ad andare d’accordo, non riuscirò mai ad accettare la parte economico – strategica del mondo della radio. Da piccola bimba ingenua sarà sempre duro concepire certe idee.

Solo un programma riesce ancora a tenermi incollata a 105 come una cozza attaccata allo scoglio: il 105 Night Express. Cascasse il mondo non me ne perdo neppure una puntata. Anche se devo uscire la sera, mi ritrovo ad incastrami l’iPod nel reggiseno e a nascondere l’auricolare tra i capelli. Si, lo ammetto, l’ho fatto e “dirlo ad alta voce” mi fa sentire più leggera. E proprio grazie a Dario Spada (conduttore del programma insieme a Fabiola Casà, ogni sera a partire dalle 20.30), quest’estate ho seguito le dirette estive centocinquiste.

Per tutto il mese di agosto Radio 105 è andata in onda dal Rigatoni Beach di Formentera con la Isla 105. Un cambio radicale per quanto riguarda il palinsesto estivo visto che di solito si privilegiava il tour in giro per l’Italia (oltre alle dirette dall’Aqualandia di Jesolo, dove la tamarria regna sovrana). Quest’anno la location delle Baleari è stata il punto di forza dell’emittente radiofonica milanese.

Da parte degli ascoltatori c’è sempre quel scetticismo dietro alle dirette dalle spiagge, basta leggere i commenti sui vari social per beccare l’anticonformista di turno, che va’ contro qualsiasi cosa sempre e comunque e che pensa che nella vita il lavoratore sia solo lui e che solo la sua persona sia in grado di fare qualcosa di buono o per trovare quello invidioso, che al solo sentir parlare di sole, mare e mojito preferirebbe spaccare l’ufficio come in un vecchio film di Bud Spencer e Terence Hill. Scetticismo a volte abbastanza comprensibile, soprattutto quando le tue ferie sono solo una visione in un orizzonte troppo (ma veramente troppo) lontano. Io non faccio parte di nessuna di queste categorie, perché mi sono goduta questo mese. Mi son goduta il fatto di aver scoperto una radio diversa, era tanto tempo che non la sentivo così. Questo “scambio di coppie” che a volte crea tanta titubanza tra gli ascoltatori, specialmente tra quelli più affezionati, ha creato nuove sinergie che a Radio 105 mancavano da tempo. Non sto dicendo che quello che va in onda durante l’anno sia malaccio, anzi, ma ogni tanto è bello sperimentare.
Tutti gli speaker hanno avuto questa sorta di potere magico, riuscendo a portarti dentro il loro mondo. In certi momenti sembrava proprio di vivere le loro vite. Trasmettevano un’energia ineguagliabile. Forse anche solo per il fatto di aver convissuto per un mese in una villa tutti insieme, ma si percepiva questo senso di famiglia. Bastava ascoltare le vicende raccontate in onda, che ti sembrava di essere li. Sembra facile andare in onda da delle località meravigliose, ormai lo fanno più o meno tutti, ma questa volta non finiva tutto quando si spegneva il microfono, la vita scorreva avanti, forse anche troppo velocemente, con quella sensazione che il tempo non ti basta mai e ti occorrerebbe una giornata di 36 ore, giusto almeno per dormire un po’ di più.

Queste sono solo state le mie sensazioni, di una che questa Isla l’ha vissuta magari mentre rientrava a casa in macchina sotto il sole cocente o mentre si rilassava in un spiaggia della sua Isla Sarda.

Sono stata contenta di aver ritrovato dopo tante estati Andrea Pellizzari. Come avevo già scritto in un precedente articolo, l’avevo lasciato lì, nel lontano 1999 con Fabio Volo, l’Hit Parade Onde Beach il mio primo vero amore radiofonico, e sono rimasta super affascinata dell’accoppiata con Max Brigante. Ormai lo seguo da anni e a parte il suo show 105 Stars (dove va’ alla grandissima, visto che l’hip-hop è il suo pane quotidiano) credo che in quest’ultimi anni di conduzione del drive time di 105, la sua collaborazione con Pellizzari sia stato la scelta più azzeccata. Mi hanno conquistato con l’intrattenimento semplice, che ti fa anche capire che si può fare radio con leggerezza, senza pensare che per far sorridere bisogna sempre ricorrere alla volgarità. Per quanto mi riguarda assolutamente promossi.

Promossa anche a pieni voti la coppia Dario Spada e Rosario Pellecchia. Un Dario che non ha per niente deluso le mie aspettative, visto che per quanto mi riguarda è uno degli speaker più brillanti e promettenti del panorama radiofonico italiano, che ha affiancato un Rosario che sinceramente non conoscevo. Era la prima volta che non lo sentivo insieme al suo collega di sempre Tony Severo (con il quale conduce 105 Friends) ed io non ascolto spesso il loro programma, quindi non sapevo cosa aspettarmi, invece ho scoperto un Rosario simpatico, divertente (la sua imitazione di Maurizio Costanzo con Scamarcio rimarrà per sempre nel mio cuore). Tra lui e Dario c’era una tale complicità che sembrava che andassero insieme in onda da una vita e devo essere sincera, mi dispiacerà tantissimo non sentirli insieme per un po’, magari ci sarà una Isla 2015, chi lo sa.

Questi sodalizi nati quest’estate mi hanno fatto vivere la radio che veramente vorrei. In questo mondo non si può vivere di sola routine, a volte è giusto anche mischiare un po’ le carte per creare degli stimoli che ti possono spingere solo a fare bene. Io vedo la radio come un mondo artistico, impulsivo, che ti regala sogni, dove non può solo esistere la solita catena di montaggio che ti da tanta sicurezza. Ogni tanto bisogna un po’ uscire dagli schemi e respirare quella boccata di aria fresca, che ti fa rigenerare la mente.

E per scrollarci (ma non troppo) quella malinconia che ci portiamo dietro, di questa estate che piano, piano sta andando via e visto che oggi tanti di voi saranno rientrati a lavoro dalle loro ferie vi lascio con una canzone che ha un video che mi ha sempre messo addosso quella sorta di nostalgia canaglia da vacanza: My Friend dei Groove Armada.

Alla prossima!

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