Mentre a Treviso esplode la passione per il mondo del Comic Book Festival, le nostre sale cinematografiche si preparano a ricevere una delle pellicole più attese di questa stagione cinematografica. “Sin City 2” esce domani al cinema. L’abbiamo visto in anteprima per voi.

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Il messaggio è forte e chiaro: «O tieni gli occhi aperti, oppure non hai speranze di uscire vivo dalla città del peccato.» Robert Rodriguez e Frank Miller tornano ad unire le forze per il secondo capitolo di “Sin City”, uno dei titoli più caldi in questo autunno appena cominciato. L’attesa dei fan si era fatta sentire già questa estate, quando dall’America avevano iniziato a circolare le prime clip che annunciavano un super cast e il mantenimento sostanziale della grafica black and white in salsa splatter. A essere sinceri però state leggendo il parere di uno che non aveva trovato così esaltante il primo capitolo della serie, anzi. Ecco perché all’annuncio di questo sequel le mie aspettative rasentavano lo zero assoluto. E invece, con un inaspettato colpo di scena, mi sono dovuto ricredere. “Sin City – Una donna per cui uccidere” è un buon film. Non un capolavoro, forse nemmeno un cult del suo genere, però di sicuro è un prodotto ben confezionato che lascia soddisfatto lo spettatore pagante.

La formula narrativa è la più antica del mondo e si sviluppa nel rispetto rigoroso della graphic novel originaria, con additivi concepiti ex novo da Frank Miller in continuità di spirito e plot con il film precedente, stessa estetica e un cast stellare con qualche cambiamento forzato. Le storie che si intrecciano in questo secondo capitolo, sono sostanzialmente tre. Dallo scontro edipico tra Joseph Gordon-Levitt e il senatore Powers Boothe, passando per la sete di vendetta di Jessica Alba, ancora disperata per la morte del suo unico vero amore John Hartigan (Bruce Willis) e arrivando infine alla storia centrale della pellicola, quella che vede protagonisti Josh Brolin e Eva Green. Proprio quest’ultima è la donna per cui vale la pena uccidere, citata nel sottotitolo. Ava Lord è una vera e propria femme fatale, una mangiatrice di uomini che bada solo al suo interesse, finendo per trasformare la vita di Dwight in un vero e proprio inferno.

Attenzione a due aspetti della versione italiana per il grande schermo. Il lavoro di doppiaggio non rende giustizia alla versione originale, cambiando addirittura il nome della protagonista femminile (da Ava a Eva) e rovinando le voci caratteristiche e impastate della versione americana. “Sin City 2” è inoltre stato concepito per una visione in 3D, ma il consiglio è quello di gustarvelo in una versione bidimensionale che rende più giustizia alla trasposizione cinematografica del fumetto. Amore, Morte, Vendetta, Violenza e Soldi. Questi i temi cardine della storia che, a differenza del primo episodio, ha il merito di non focalizzarsi semplicemente su un delirio di iperviolenza-splatter, riuscendo a costruire una trama solida e coerente, in cui i difetti non si notano più di tanto e non si scade nella banalità del clichè grazie alla costruzione di una tematica forte e importante. Mi spiego meglio: non è tanto il personaggio con le sue emozioni ad avere importanza nel film, ma è la città stessa a diventare figura centrale della pellicola, capace di influenzare le azioni di tutti i protagonisti. Non è Jessica Alba, non è Joseph Gordon-Levitt, non è nemmeno Mickey Rourke il protagonista di tutta questa storia, bensì Basin City, una metropoli irreale ma allo stesso tempo così viva e pulsante da far paura. Era un aspetto che il primo episodio dava per scontato e che ora dà a questo sequel un valore aggiunto, collocandolo tra le novità da non perdere, in una stagione cinematografica che finora ci ha riservato ben poche sorprese.

Alvise Wollner

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