Smell your life

Jasmine, sensualità eterna e timidezza

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E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso à miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.

Un’ape tardiva sussurra,
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
và col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’e’ spento…

E’ l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.
                            
       Il gelsomino notturno – Giovanni Pascoli

C’era una volta Kitza, madre di tutte le stelle. Ella viveva in un palazzo di nuvole dove, ogni giorno, con amore infinito, preparava abiti d’oro per tutti i suoi figli astri. Un giorno si presentò davanti a lei un gruppo di stelline che protestavano il fatto che le loro vesti non erano sufficientemente belle. Kitza tentò di rabbonirle e le pregò di non farle perdere tempo perché doveva ancora finire di preparare i vestiti per tutti gli altri astri. Le stelline non la ascoltarono e continuarono i loro lamenti. A quel punto passò di lì Micar, re degli spazi. Una volta udite le motivazioni per le quali le stelline facevano così tanto chiasso, si indignò e decise di cacciarle dal firmamento strappandole gli abiti che avevano addosso e scagliandole nella terra in mezzo al fango. Kitza si addolorò profondamente davanti all’accaduto. Era inconsolabile. Pensò che le sue stelline, adesso, sarebbero state calpestate ed umiliate dagli uomini. A questo punto intervenne Bersto, signora dei giardini, che, mossa da profonda pietà per la madre di tutte le stelle, decise di trasformare le stelline in fiori profumatissimi. Ecco come nacquero i gelsomini.

Gelsomino, re degli olii essenziali. Ecco come questo fiore viene definito dai nasi mastro profumai. Per questa sua definizione e per il suo intenso ed intrigante profumo, il gelsomino, come la rosa, rappresenta un elemento di essenziale importanza nella creazione delle fragranze.
Basta pensare che in Persia ed in India i suoi fiori erano utilizzati per preparare balsami profumati per il corpo ed olii per bagni poiché si credeva nelle sue potenzialità terapeutiche, sia a livello sessuale sia a livello della cura del dolore, di questa spiccata ed aromatica fragranza. Per il mondo orientale il profumo di gelsomino era talmente euforizzante da procurare uno stato di benessere e di felicità.

La fioritura del gelsomino avviene da giugno a ottobre e alla fine di questi cinque mesi avviene la distillazione del suo olio essenziale.  Come per la rosa, anche per il gelsomino, si utilizza il processo di distillazione per evitare la perdita delle proprietà olfattive che lo caratterizzano.

Aroma dolce e floreale che lascia una scia raffinata e delicata. Tutto questo rappresenta una femminilità elegante e sensuale.
Le fragranze a base di gelsomino rappresentano la donna dalla personalità romantica e un po’ sognatrice, che ama sentirsi addosso un profumo dolce e naturale che riesce ad esaltare in ogni istante la sua eleganza e raffinata femminilità in armonia con tutto ciò che le circonda.

È il profumo che porta con sé sempre un soffio di brezza primaverile, che richiama un’atmosfera fresca e leggiadra.

La donna che scegli il gelsomino come essenza principale della sua pelle è una femmina amabile, sensuale, nobile, dotata di grazia e rappresentante dell’eternità. Il gelsomino è sinonimo della donna timida, colei che si espone con prudenza e discrezione.

La sua freschezza abbinata spesso con note di vaniglia o di muschio, lo rendono più persistente e avvolgente, oltre che adatto a ogni stagione.

Mon Jasmine e Mon Jasmine noir di Bulgari, Gelsomino nobile di Acqua di Parma e Hypnotic Poison di Christian Dior sono i rappresentati per eccellenza di questa femminilità.

Il profumo dei fiori non va contro vento,
non quello del sandalo, del tagara e del gelsomino;
il profumo dei buoni va contro vento:
un uomo retto pervade tutte le regioni.

Buddha

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