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Italians_Un’estate in Sicilia: Vincent Billeci Spring Summer 2014

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Poche terre sono così fortemente caratterizzate nell’immaginario popolare come la Sicilia: l’isola dei contrasti tra sensualità e severa religiosità, tra miseria e splendori barocchi. La terra della sicilitudine di Sciascia e dell’insularità d’animo di Tomasi di Lampedusa, di miti greci e di tradizioni arcaiche, aspra e accogliente insieme. Un’identità immobile eppure plurale (“Soffre la Sicilia di un eccesso di identità”, scriveva Gesualdo Bufalino), magistralmente immortalata dal fotografo Ferdinando Scianna, che negli anni Ottanta, con i suoi reportages di moda in bianco e nero, contribuì non poco alla definizione dell’immagine, orgogliosamente ed inequivocabilmente siciliana, degli allora poco più che esordienti Dolce & Gabbana.

A dimostrazione di quanto stereotipato possa essere questo repertorio di suggestioni quando si cerca di cogliere l’essenza di un luogo tanto complesso, troviamo il lavoro del giovanissimo designer Vincent, al secolo Vincenzo Billeci. Nato a Palermo nel 1988, non fa mistero della profonda influenza che le tradizioni e la cultura della sua terra d’origine esercitano sulle sue collezioni, che sono tutte rigorosamente made in Sicily, prodotte con la collaborazione di sartorie ed artigiani palermitani. Eppure la donna immaginata da Vincent non ha nulla a che vedere con la procace peccatrice nerovestita portata sugli schermi da Giuseppe Tornatore in Malèna. Al contrario, è una donna pienamente contemporanea, cosmopolita, che seduce con ironia utilizzando sapientemente trasparenze e vertiginose scollature. È una donna sofisticata che guarda a Parigi, al nuovo corso della couture modernista inaugurato da Raf Simons per Dior, ma anche alla Parigi surrealista, reinterpretata in chiave pop dal genio di Franco Moschino.

S’ispira alla Sicilia, Vincent, ma con una sensibilità moderna, capace di sublimare le suggestioni in una poetica personalissima, contaminandole con gli spunti derivati dall’arte contemporanea. Per questa collezione Primavera-Estate 2014 l’universo di riferimento è quello del mare, con le sue creature, le sue leggende e i suoi antichi mestieri. I tessuti sono leggeri, impalpabili e scintillanti come la superficie marina: shantung di seta e delicate mussole candide, pizzi trasparenti su cui s’inerpicano luccicanti decorazioni floreali. Piccole onde di seta colorata e tagliata al vivo si sovrappongono sui miniabiti bianchi o argentei, mentre decine di meduse si rincorrono, stampate sui top o nelle pieghe degli abitini geometrici, o ricamate sulle gonne e intrappolate da reti che rimandano a quelle da pesca, in un delizioso trompe-l’œil. E fanno capolino persino di sera, come grandi pendenti bianchi abbinati all’abito lungo in pizzo nero, cupo come il mare di notte. Anche gli accessori si tingono dei colori marini: la Cow Bag, con la quale per prima Vincent si è fatto conoscere qualche anno fa, è riproposta in pelle nera o argentata, mentre la Rosalie, altro simbolo del marchio, é declinata nelle versioni verde acqua e oro, rosso corallo e nero, o rosa e argento. Accanto ad esse fa la sua comparsa la nuova Spine Bag, impreziosita dal dettaglio pop della lisca di pesce cesellata in argento.

Questa terza collezione di Vincent sorprende e diverte, ma soprattutto mostra l’incredibile maturità di un designer giovane e dalle idee molto chiare, impegnato in un progetto personale estremamente coerente e già perfettamente riconoscibile. E noi non possiamo che attendere con impazienza tutti i suoi sviluppi futuri.

Credits: Vincent Billeci (art direction), Vito Faugiana (fotografia).

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