Il lato giusto della vita

IL CHIODO FISSO – Italiani e Smartphone

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Rompiamo gli indugi: gli italiani sono la popolazione europea maggiormente dipendente dall’uso degli smartphone.
Su un campione di 49.500 cittadini europei coinvolti dalla ricerca di Deloitte siamo risultati essere i più attaccati, come cozze, a quella che è ormai a tutti gli effetti una parte aggiunta del nostro corpo.
La prima azione dopo il risveglio sarà controllare lo smartphone, che useremo pure a fine giornata per dare la buonanotte ai quattro venti prima di coricarci.
Ma fosse solo questo il problema.
L’attitudine a consultare compulsivamente lo schermo, pare stia addirittura peggiorando il nostro stile di vita.
Una attività come rispondere ai messaggi durante la guida è diventata oltremodo comune, mettendo a repentaglio la vita di utilizzatori e non.
Pare davvero che il meccanismo di ricerca spasmodica dell’ultima notifica, inoltre, che ci porta ad afferrare e controllare il telefono ogni tre per due, stia diventando un vero e proprio tic comportamentale.
Proseguendo il bollettino di guerra, gli italiani vedono peggiorare persino la loro vita sociale: i momenti di isolamento mistici mentre si è in gruppo con gli amici, e si sprofonda nei meandri degli schermi, sono diventati ormai la norma.
Senza contare le occasioni di perdita di concentrazione e di disturbo per attività non solo ricreative ma pure lavorative, come riunioni e meeting, anch’essi flagellati da beep-beep e notifiche impellenti ed inevitabili.
Guai inoltre a credere che siano solo i giovani a cadere vittime di questo trend, visto che il numero di over sessanta che utilizza lo smartphone in italia sta continuando a crescere di anno in anno ed ha raggiunto cifre ragguardevoli.
Insomma, anche i dati ormai ci mettono di fronte a quella che è una evidenza: siamo succubi dei nostri amati smartphone.
Ed è quantomeno interessante notare come siano proprio gli italiani a detenere questo primato a livello europeo.
Santi, poeti, navigatori, evasori fiscali, grandi amanti ed ora pure smartphone dipendenti, a completare il curriculum.
Ah, e non pensate nemmeno per un istante che qui si sostituisca il telefono per cause di obsolescenza compiuta, o per malfunzionamento.
Anche in questo caso, deteniamo il primato per sostituzione dell’apparecchio non giustificata da reale malfunzionamento, ma dettata da moda o da semplice vezzo personale.
In base a queste sconcertanti prospettive appena elencate, dovremmo considerarci tutti belli e fregati.
Invece io un lumicino lo scorgo.
Come al solito “italians do it better”, soprattutto riguardo al peggio, ma le percentuali raccolte dagli altri cittadini europei ci dicono che, con un po’ di sforzo ed un pizzico di educazione tecnologica in più, non tutto è perduto.
Mi piace pensare che il boom sia dovuto ad una fase di innovazione dirompente, che sta davvero modificando in modo sostanziale il nostro modo di interfacciarci col mondo, ma che, una volta assestati o semplicemente assuefatti da tale mutamento tecnologico, sapremo riequilibrare la bilancia.
Sognare, in fin dei conti, non costa nulla…

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