Noir, sex & rock'n'roll

ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA (che fa ridere e che ci para il c**o)

0
Like

L’altro giorno stavo per impazzire, nella mia testolina si susseguivano sensazioni di rabbia, depressione, indisponenza, follia? Poi, all’improvviso, la luce: il magico e potentissimo CHISSENEFREGA mi ha salvato la vita. In gergo meno scurrile lo potrei definire anche, a modo mio, istinto di sopravvivenza. Tutti fuggiamo la morte ed il dolore. Anche io.

Senza essere troppo drastici o melensi, riportiamo qualche esempio tratto da episodi di vita reale.

È sera, mi posiziono sul divano con tisana bollente, pigiama, copertina preferita, pc, modem acceso, insomma tutto perfetto e pronto per una serata nerd-relax. Accendo il laptop, apro il link per guardarmi la sesta puntata della serie Girls, una sorta di SeME happyx and The City ma in versione più trash e realista, magnifica! e… la connessione non funziona! La puntata mi prende per i fondelli facendo finta più e più volte di partire per poi bloccarsi un triliardo di volte. Dopo dieci minuti buoni passati a smadonnare, facendo persino le finte con il computer del tipo: “beh non mi interessa se parte o meno”, facendo gli esercizi di respirazione per calmarsi, facendo tutto ciò che mi passa per la mente EPPURE: nulla. Il cervello prende in considerazione tre opzioni: 1. rovesciare la tisana bollente su pc e modem per poi accattarli e buttarli dalla finestra. NO, non mi sembra un’ottima idea. 2. Fregarsene, abbandonare l’idea e leggersi un bel libro (più costruttivo); opzione bellissima ma poco realistica per quanto mi riguarda, non tanto per il leggere quanto per la pacatezza del momento. 3. Urlare, sbraitare, buttare tutto in giro per poi rendersi conto che non ne vale la pena (anche se ora per principio vorrei farlo funzionare e per dispetto guardarmele tutte le serie), salvare il pc dall’attimo di follia, aprire un file scrittura e buttare giù qualche pensiero. L’ultima opzione ha prevalso, l’istinto di sopravvivenza mi ha salvato dalla crisi depressiva post-distruzione del mio MacBook Air. Siamo tutti sani e salvi. Bene-quasi-benissimo.

Camminando su un sentiero un poco più difficoltoso, l’istinto di sopravvivenza mi ha salvato, in corner, da relazioni di amicizia sul filo del rasoio. Non parlo di relazioni amorose, ooh quelle a confronto dell’amicizia tra donne sono una passeggiata in campagna. Perché le relazioni tra donne sono spesso complicate ed io fatico da sempre un po’ in quel mondo. Sono cresciuta con i maschietti io, le cose erano bianche o nere, o avevi voglia di uscire o no, le bugie non si raccontavano, ci si vedeva per fare giri in bicicletta o giocare a pallone nei campi; tutto era semplice, lineare. Le donne invece, spesso, sono più complicate, ma nel senso che riescono a complicare qualsiasi cosa, che sembra che piacciano da matti a loro le complicazioni. E che palle, dico io. Devi mostrare loro voglia, desiderio di incontrarle, ma solo quando hanno tempo loro, che se le chiami e son col fidanzato dai fastidio, per dire. Non per niente le amiche che ho le posso contare su una mano. L’amicizia non conosce gelosia. Adesso, all’alba dei 26 anni ho imparato a scindere, a selezionare. Se non fosse intervenuto l’istinto di sopravvivenza forse una rissa mi ci scappava, ed io sono una contraria alla violenza, capiamoci. L’istinto di sopravvivenza mi ha portato ad eliminare le persone che mi facevano più male che bene ed a tenermi strette le anime belle. Qui posso dire sì: benissimo!DANCE

L’istinto di sopravvivenza quand’ero ragazzina ancora non era propriamente sviluppato direi perché nei goffi tentativi di approccio dei ragazzi nei miei confronti io risultavo spesso svampita, che proprio cadevo dalle nuvole. Un esempio? Ricordo che una sera un ragazzo mi chiese se volessi andare con lui sul cucuzzolo di una montagna a fumarci una sigaretta insieme. Avevo 16 anni forse, non una bambina quindi. Io accettai, felice e contenta, speravo di vedere le stelle; il ragazzo nemmeno mi piaceva ma il mio cervello non aveva minimamente pensato al secondo significato della domanda, direi più che ovvia ad oggi. Quando poi il famigerato ragazzo ha provato a baciarmi, io scandalizzata ho urlato “NO!” e ho preteso di essere riportata subito a casa. Ah, quant’è bella giovinezza; un poco lo rimpiango quel mio essere naïf.

Ah, istinto di sopravvivenza è anche capire che cappuccino e sigaretta al mattino è meglio di no. Ahah.

E bene, questo è quanto. Tutto ciò ve l’ho raccontato per due motivi:

1. perché quando le scrivo le cose mi rimangono più impresse nella memoria, le riesco ad elaborare meglio e questa storia dell’istinto di sopravvivenza trasformatosi negli anni, sino ad oggi, nel grandioso potere del “chissenefrega”, è davvero magnifica. Si vive meglio sapete?

2. perché vorrei che anche voi ci provaste. Perché DAVVERO si vive una volta sola e quindi non vale la pena farsi venir il sangue amaro per persone che non ci meritano, non vale la pena farsi mettere i piedi in testa dal proprio capo, non vale la pena vivere facendo ciò che non ci piace fare. Perché la vita è meravigliosa sì, ma solo se la vivi come dici tu. Io ci sto provando e devo dire che poi tanto male non è. 1977294_10206036528982138_3916458621916795031_n

Peace, Love and Rock ’n Roll.

Spiacenti, i commenti sono chiusi ...

MORE FROM ARIANNA GIANNINI

ENTRA NELLA COMMUNITY