Noir, sex & rock'n'roll

IO SONO LA ZITELLA IMBRUTTITA.

0
Like

Provo a muovermi, insicura, nel pericoloso mondo delle relazioni

Se sento ancora una volta un uomo lamentarsi perché “noi donne” siamo difficili giuro che gli stacco un orecchio. Saremmo “noi” quelle difficili? Come primo passo verso la guarigione suggerirei un profondissimo esame di coscienza; prima di aprire bocca per lamentarsi proporrei un lunghissimo conteggio introspettivo. Questo sfogo nasce da varie pseudo-relazioni, che poi relazioni non lo sono mai state, che poi alla fine sto capendo come siano nate solo nella mia testolina “difficile”; che poi alla fine a capirle subito queste cose si starebbe pure meglio. Ma, si sa, noi donne siamo difficili, no?

Quando avevo all’incirca sedici anni caddi nel malizioso vortice della serie Sex and the City (chi non l’ha mai vista è un alieno!); bene, ad oggi, dieci anni dopo, mi rispecchio in alcune scene impresse nella mia mente e che allora (beata gioventù) vedevo con occhio sospetto credendo che fossero cose surreali, impossibili; che non potevano esistere uomini così; che la razza umana non poteva arrivare a quegli assurdi modi di vivere rapporti e relazioni. Mi viene da ridere, ma con una risata intrisa di amarezza e un poco di sconforto. Come non menzionare sopra tutti la storia infinita tra Carrie, la protagonista e Mister Big, il tanto odiato/amato pseudo-compagno o chiamatelo-come-vi-pare perché la loro relazioni è pressochè indefinibile sino all’ultima puntata dell’ultima serie. Il dramma di Samantha, la più spigliata del gruppo diciamo, quando scopre che l’uomo di cui finalmente è riuscita ad innamorarsi ce l’ha troppo piccolo (sì, le dimensioni contano); e come dimenticare quella volta in cui Miranda, donna avvocato super indipendente, esce con un maniaco dei film porno. Sì, in sei serie ho visto ogni sorta, razza, tipologia di uomo eppure ad oggi, ritrovandomi di fronte alle mie razze di uomini, non so assolutamente come comportarmi.

I'm not sorry

E se parli, passi per la rompicoglioni di turno; e se te ne stai zitta ti viene rimproverato di tenere il broncio e vieni sfinita dai tentativi di tirarti fuori il “cosa c’è”, e se poi lo fai, ti ri-becchi della rompicoglioni. Se te lo tieni dentro e sorridi facendo finta di niente ti becchi della ebete. Insomma cosa diavolo dovrei fare? Io non sono complicata, io sono così come mi vedi. Mi stanno alquanto sullo stomaco i giochini del tira e molla, detesto chi racconta palle e anche chi non le ha le palle per affrontare di faccia ciò che sta succedendo, ossia le pseudo-relazioni-frequentazioni. Oramai si ha talmente tanto il terrore di vivere una relazione che ci si inventano modi di dire per aggirare il più possibile il fatto: “Ma si, ci si frequenta; ci vediamo ogni tanto; andiamo a letto insieme ma non ci baciamo; ci sentiamo una volta a settimana, quando ho tempo; non voglio una storia seria; bla bla bla”. E che palle! Ma tutta quest’ansia chi ve l’ha imposta? Ma da che mondo venite? Io non capisco, potrebbe essere tutto così semplice: esci con una persona, ci scherzi, ci ridi, ci chiacchieri, poi scatta quel qualcosa che ti fa bruciare dentro, all’altezza dello sterno e capisci che allora ti ha colpito, che forse vale la pena lasciarsi un pochino andare. E poi parte la magia del tutto, del conoscersi, del guardarsi, del riscoprirsi in una chiave diversa, di rinascita. Inizi ad uscire insieme, prima un aperitivo, poi una cena, poi due, poi ti invita a casa sua a vedere la sua collezione di farfalle e si scatta al livello successivo, quello fisico e se pure li va alla grande, beh, il gioco è fatto. E poi basta, ci si cerca, si sta insieme quanto e quando si vuole senza crisi, senza stress e senza ansia perché è una cosa che ti fa stare bene. Col tempo si vedrà come e se andrà a parare da qualche parte, nel frattempo un grandissimo FOTTESEGA. Io mi godo la magia del momento; io non mi faccio divorare dall’ansia di un futuro che hai già disegnato come “troppo pesante” e ce lo hai cucito addosso. Io vivo.

enhanced-buzz-wide-26725-1425946317-16E poi ti becchi il tipo mammone, che parla di se al plurale includendo se stesso e la madre (a 35 anni), scarto. E ti becchi quello malato di gelosia che se ti vede uscire con il rossetto commenta romanticamente “Esci per fare la puttana?”; bene, scarto pure questo direi. Poi ti becchi quello con le crisi sulle ex. Poi quello che dopo un’uscita ti chiede quasi di sposarlo. Poi quello fissato su sé stesso che nel giro di un aperitivo ti ha elencato tutte le sue qualità e doti senza nemmeno degnarti di uno sguardo. Ce n’è per tutti i gusti. Io non sono perfetta, oh non lo sono affatto! E non mi diverto nemmeno giudicare la gente; odio giudicare la gente perché sono spesso vittima di pregiudizi altrui e so quanto sia difficile smentire una prima impressione. Io mi accontento di viverla come viene, di camminare insieme, di ridere e stare bene. Non permetto al passato di rovinarmi il presente né il futuro di schiacciarmi di ansie.

Io ho imparato a bastarmi, non ho BISOGNO di stare con nessuno, casomai ho VOGLIA di stare con qualcuno, la cosa è be diversa. Amatevi e amerete in modo sincero e totalizzante; non c’è nulla di spaventoso nell’amore anzi, è il viaggio più intenso che potrete mai fare.

Vuoi scrivere un commento?
Effettua la registrazione da questo link:

Registrati

MORE FROM ARIANNA GIANNINI

ENTRA NELLA COMMUNITY