Arte in pillole

Frontiere di arte digitale a Hyperplanes

La tecnologia è una realtà che al giorno d’oggi è molto presente nelle nostre vite e sempre più in evoluzione, tanto che è difficile pensare alla nostra quotidianità privi delle comodità che essa ci sta dando.
L’innovazione tecnologica non ha confini, negli ultimi anni ha cominciato ad estendersi anche nel campo turistico digitalizzando le proposte delle destinazioni e comincia ad entrare sempre più in contatto anche con il mondo dell’arte.

Augmented Reality come mediatore artistico

La realtà aumentata è un’innovazione tecnologica che, negli ultimi anni, ha avuto un forte sviluppo e ad oggi è applicata in molteplici ambiti di ogni settore economico, perché ha un grosso impatto emotivo su chi la utilizza.

Principalmente, si tratta di un’applicazione web-based che consente di visualizzare direttamente in streaming una sovrapposizione fra elementi reali e virtuali come ad esempio animazioni 3D, filmati o elementi multimediali, grazie all’utilizzo di appositi apparecchi (i così detti visori o dispositivi HMD, ai quali si può collegare lo smartphone) o di uno schermo di computer dotato di webcam, .

L’effetto generato dalla realtà aumentata riscuote enorme successo perché grazie ad esso ci si avvicina ancora più concretamente alla realtà avendo la possibilità di interagire direttamente con essa. È interessante notare come anche gli ambiti artistico e turistico sono coinvolti e facciano riferimento a questa tecnologia per integrare le opere artistiche e storiche con video o addirittura ricostruzioni 3D, oppure per utilizzare la posizione tracciata con GPS e indicare dei punti di interesse vicini al visitatore.

Federica Patti, curatrice della mostra in esposizione a Ca’ dei Ricchi, considera la realtà aumentata una mediazione artistica, dove il supporto dei visori appositi ha subito un’evoluzione: dagli anni Sessanta grazie a Ivan Sutherland e il software Sketchpad, precursore dei moderni programmi CAD; per arrivare poi agli anni Novanta, durante i quali i dispositivi di proiezione aumentano e vengono introdotti nel mercato di massa e si evolvono fino ai moderni HMD (come il Samsung Gear, gli Oculus Rift e i Google Glass del 2014).
Il classico HMD, come spiega Patti, è costituito da uno o due piccoli display con lenti e specchi semitrasparenti incorporati in un casco, occhiali o visiera.

Il progetto DIGITRA

Da queste considerazioni nasce l’idea e il progetto Digitra esposto, alla sua seconda edizione, a Ca’ dei Ricchi presso TRA – Treviso Ricerca Arte. L’esposizione comprende una serie di opere pittoriche realizzate dall’artista milanese Fabio Giampietro, in collaborazione con il digital artist Alessio De Vecchi, dove il dialogo tra tecnologie antiche e contemporanee riesce ad oltrepassare le barriere dimensionali, per esplorare il mondo oltre la tela.

Le vertigini ad Hyperplanes

Hiperplanes of Simultaneity” è una mostra impressionante: nel senso che impressiona, che ti lascia con il fiato sospeso, e questo grande potere deriva sicuramente dalla scelta di realizzare una produzione artistica… digitale! L’esposizione stessa delle opere è poco usuale: permette la fruizione anche “bidimensionale”, mantenendo comunque il senso di perforazione spaziale. I quadri circolari non riempiono le cornici nere e quadrate entro le quali sono posizionati, risultando rialzati rispetto alla base bianca di contorno. I quadri rettangolari, invece, hanno grandi dimensioni e sono privi di cornici, questo aiuta molto il senso di iper-realtà che l’artista vuole far sperimentare al visitatore.

Ogni dipinto rappresenta la visione alterata, distorta, esplosa di una città immaginaria e simbolica. Una città del futuro, grigia, con pochissimi spazi verdi e chiusa da grattacieli altissimi.
Il software di simulazione grafica consente di alterare maggiormente le leggi fisiche che agiscono nelle nostre azioni quotidiane, aumentando così il senso di disorientamento, di sorpresa e di vertigine (provato comunemente durante una fruizione di realtà aumentata).
Giampietro e De Vecchi si sono divertiti a mettere il visitatore su una fune a metri di altezza, o sullo spigolo di una terrazza all’ultimo piano di un palazzone, in equilibrio tra cielo e terra per osservare il mondo da un’altra prospettiva… per vedere la luce, seppur fioca, dall’alto dei grattaceli?

F. Giampietro, A. De Vecchi – HPS: Equilibrium, 2017. Sottrazione di olio su tela

F. Giampietro, A. De Vecchi – HPS: Vertigo, 2017. Sottrazione di olio su tela

Scelta audace ma che avvicina appassionati di arte alla tecnologia e ad una visione innovativa e coinvolgente; e gli appassionati di tecnologia all’arte, una pura esperienza emozionale e plurisensoriale.

La realtà virtuale sembra così essere potenzialmente quel territorio in cui il linguaggio visionario e precursore delle Avanguardie del secondo Novecento trova finalmente realizzazione e compimento, attraverso la fruizione personale attiva svolta dallo spettatore, libero di muoversi spostando continuamente il proprio punto di vista a 360°

 

Per chi volesse visitare la mostra:

DIGITA II – HYPERPLANES
Mostra personale di Fabio Giampietro e Alessio De Vecchi
a cura di Federica Patti

29 ottobre – 10 dicembre 2017

Orari apertura: martedì – sabato 10:00-13:00 / 15.30-19.30;
domenica 15.30-19.30.
Orari particolari: 1/11 solo pomeriggio | 7/11 chiuso | 8/12 solo pomeriggio.
Ingresso libero

 

Fotografie in gentile concessione dall’Associazione TRA – Treviso Ricerca Arte
Testo in riferimento alla realtà aumentata, tratto da una ricerca personale per l’elaborato di tesi “Interattività e coinvolgimento della visita a una città. Progettazione di una app per Treviso”
Testi di riferimento alla mostra  liberamente tratti dal catalogo dell’esposizione “DIGITRA II – Hyperplanes and Simultaneity”; dalla prefazione a cura di Federica Patti.

 

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