Salone Internazionale del Mobile 2018

Incontro con Jeannette Altherr: designer per Arper dal forte approccio umano

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Al Salone del Mobile abbiamo avuto il grande piacere di incontrare Jeannette Altherre, designer e direttrice creativa per il brand di design Arper, nato a Treviso ma con una forte aspirazione internazionale. Ciò che in Jeannette ci ha da subito colpito è stata la spontaneità con cui riesce a coniugare grande competenza, evidente gusto estetico e una particolare sensibilità per il rapporto umano tra le persone.

Durante la nostra chiacchierata abbiamo affrontato con particolare profondità diverse interessanti tematiche riguardanti il suo lavoro per Arper, dall’importanza del concetto di “Together”, all’approccio dell’azienda col mondo dei colori, fino ad arrivare ad un utile focus su Paravan, un meraviglioso prodotto di interior design progettato da Jeannette assieme al suo socio Alberto Lievore, con cui condivide lo studio Lievore Altherr, a Barcellona.

“Together”: una parola che per Arper racchiude un mondo

Il primo concetto che abbiamo sviscerato assieme a Jeannette Altherr è stato il significato che Arper attribuisce al termine “Together”: più che una parola, una prospettiva che tende a caratterizzare l’intero approccio fortemente umano dell’azienda.

Jeannette ci ha spiegato che il concetto di insieme si riferisce essenzialmente a due principali aspetti della nostra esistenza: da un lato alla forza creativa che si sviluppa dalle relazioni tra persone, oggetti, spazio, e atmosfera, dall’altro al nostro contesto sociale attuale, in cui internet e i social media assomigliano a delle piazze in cui radunarci e scambiarci idee come mai accaduto prima. L’approccio di Arper, riassunto dalle sensibili e profonde parole di Jeannette Altherr, si condensa quindi in una particolare attenzione verso le persone e nei particolari momenti di vita che queste si trovano a vivere, rendendo accessibile e “vivibile” ciò che prende forma dalla mentre creativa di chi lavora per l’azienda: “pensiamo che sperimentare significhi parlare di relazioni attraverso differenti prospettive e cercare di semplificare la complessità dei concetti, degli oggetti, delle relazioni per renderle comprensibili, una sintesi per combinarli insieme e trasformarli in qualcosa di chiaro”.

Ciò di cui ci siamo ben presto resi conto è che la designer e direttrice creativa di Arper mostrava chiaramente una gran voglia di raccontarci il forte rapporto dell’azienda col mondo dei colori, e così non ce lo siamo fatti chiedere due volte e l’abbiamo subito incalzata in merito.

Arper Lievore Altherr

Il colore, per Arper, è una cosa seria

Da subito la Altherr ci ha tenuto a chiarire quanto per lei il colore sia di fondamentale importanza nel mondo del design e quanto si senta fortunata a lavorare per un’azienda che attribuisce così tanta importanza all’universo dei colori. Secondo la designer, infatti, il colore è molto di più di ciò che la nostra società “maschio-centrica” ha associato al mondo dei cosmetici, all’emozionalità e alla giocosità. Il lavoro di Jeannette con Arper spazia dall’attività di designer a quella di direttrice creativa. Il colore è stato sempre applicato al prodotto come un valore intrinseco dell’oggetto, non come una mera tecnica di marketing per vendere dei prodotti in più. Partendo dall’esperienza con la sedia Catifa, uscita 17 anni fa, il colore è diventato parte integrante degli oggetti firmati Arper e non ha mai più smesso di rappresentare un loro elemento distintivo.

Arper Paravan

Nello specifico la Altherr, è stata in grado di specializzarsi proprio nello studio del colore riuscendo ad instaurare con questo elemento un rapporto quasi idilliaco, come suggeriscono le sue parole: “Il colore è qualcosa di estremamente elaborato ed articolato, sia per le aziende che lavorano con noi sia per noi stessi. Sono stata fortunata ad essere in grado di sviluppare un senso profondo del colore nel design di prodotto. Dall’altro lato, sto curando la visual communication di Arper: posso sperimentare l’impatto dei colori con la fotografia, per esempio, o nel momento in cui posso progettare uno spazio come uno showroom, dove posso sperimentare con i colori. Ciò ha contribuito a scolpire la mia sensibilità e percezione nei confronti dei colori e della loro importanza. Il colore come concetto, quindi, è una nuova strada per noi, è qualcosa che sin dall’inizio stiamo facendo in maniera molto coscienziosa”.

Paravan: il design di Arper, tra colore e intimità

L’intervista con Jeannette Altherr si è infine spostata sull’analisi di un meraviglioso prodotto di cui lei stessa, assieme al suo socio Alberto Lievore, ha curato il design per Arper: il Paravan.

Arper Paravan - Jeannette Altherr - Salone del Mobile 2018

Proprio come afferma la designer, il colore ha avuto una funzione fondamentale nel realizzare questo particolare oggetto che si configura come un elegante perimetro per definire lo spazio, tanto scultoreo nella forma quanto architettonico nell’esecuzione. Totalmente fonoassorbente, esso garantisce un focus sia acustico che visivo, adattandosi perfettamente alle stanze ampie e aperte come divisore dello spazio o agli spazi chiusi in cui c’è bisogno di privacy. Ecco come Jeannette identifica la funzione immersiva e totalizzante che il colore ha avuto nel realizzare questo elegantissimo oggetto di design: “Il colore, in questo caso, ha rappresentato un’opportunità per esplorare ancora di più: è più che un piccolo oggetto di arredamento, è un intero ecosistema. Quindi pensavo: quali tipi di esperienze regala l’arte? Quando il colore smuove, tocca, o ha realmente impatto? Succede quando sei completamente circondato dal colore, è solo lì che lo senti come sensazione. Quello che noi vogliamo raggiungere è far sentire l’immersione in questo colore, cosicché possa riempire il campo visivo dell’utente, e contemporaneamente vogliamo suggerire differenti aspetti che accostiamo a specifici colori”.

Arper Paravan Lievore Altherr

Ecco che, soprattutto in Paravan, si riesce a intravedere l’attitudine innovativa e sensibile del brand nei confronti di un mondo colorato e dinamico, dove un giallo non ricorda solo il sole, ma evoca una commistione equilibrata di spiritualità e concretezza, e dove il rosa non rimanda più solo al contesto della femminilità e della dolcezza, ma evoca anche modernità e giovinezza.

Guarda la video-intervista integrale a Jeannette Altherr:

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