Odio i ricci

Incompresa. Ma non da tutti.

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Sono andata all’anteprima di “Incompresa”, film di Asia Argento che uscirà il 5 giugno.

Ero molto curiosa. Ho amato profondamente “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa”, film tratto dall’omonimo romanzo di J.T. Leroy girato da Asia. E amo lei, da sempre.

“Incompresa” è un film che va metabolizzato. Uscita dalla sala, ho detto “Sì… però boh… non so…”. Ma nei giorni successivi ci ho pensato molto.

Ecco, è un film che ti rimane dentro e ti fa pensare.

Si sprecano e si sprecheranno le interpretazioni para-psicanalitiche.

Aria, la protagonista del film (interpretata da un’incredibile Giulia Salerno) potrebbe essere proprio Asia da bambina. Potrebbe. Perché lei non conferma. Anzi. Malgrado le similitudini con la sua storia siano molte.

Aria ha due sorelle (anzi sorellastre, una delle quali interpretata dalla figlia di Asia, Anna Lou), un padre attore incazzato con la vita ed esageratamente superstizioso (interpretato da Gabriel Garko) e una madre molto complicata (interpretata dall’immensa Charlotte Gainsbourg).

Incompresa è un film che parla del disperato bisogno di amore. Quello che ha una bambina.

Quello che hanno tutti i bambini. E quel disperato bisogno dei bambini, andrebbe rispettato, custodito e difeso. Le sensazioni che vivono negli anni della loro infanzia, se le porteranno dietro per sempre. Ogni giorno, per tutta la vita, ripenseranno a quello che sono stati costretti a vivere negli anni più importanti della loro esistenza. Ogni giorno.

Asia Argento, in maniera davvero cruda, ci parla di questo bisogno di amore. E un pò sembra che lei, da questo tunnel, non uscirà mai. E ti rimane l’amaro in bocca.

Ma poi pensi, ci ripensi e ci pensi ancora e il film ti entra nell’anima. E scava nel cuore più che mai.

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