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Imparo a dire Basta e a Basta-rmi

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Rieccoci. Passano i giorni, i mesi, le stagioni, i profumi… ma io ancora non ho imparato un fico secco.

Mi viene sempre in mente quella deliziosa frase del Bianconiglio ad Alice nel Paese delle Meraviglie: “Alice ma tu ogni tanto impari qualcosa dalle tue esperienze passate o cosa?” – “Cosa”. Ecco, anche io “cosa“. “Cosa” sempre un po’ meno, me lo concedo, ma prima o poi ci ricasco. Non me ne faccio un cruccio estremo, sono un essere umano, è giusto che sia così; se non sbagliasse mai nessuno sarebbe un Mondo estremamente noioso. E bene però, come ormai ben sapete, ricorrerò ancora una volta alla scrittura per aiutarmi, per comprendermi, per ispirarmi e – perché no! – ispirarvi.


A cosa vorrei imparare a dire basta?

Agli eccessi, innanzitutto. Dal mangiare troppo, al non mangiare per niente, al non essere in grado di darmi una disciplina in nulla che non sia il lavoro, al non riuscire a seguire un programma di allenamento. Mio fratello mi ha dedicato questa frase: “Oggi sono sei anni che domani mattina vado a correre“. MAI fatto, ovviamente. Odio correre.

Vorrei imparare a dire basta a quegli uomini vuoti, sciocchi, annoiati che in una donna non cercano niente di niente. Ma a cosa serve anche solo rivolgerti la parola se poi fatichi ad articolare una semplice subordinata? Ma pensi che io possa voler venire a letto con te senza il minimo interessa cerebrale? Sì, capita, purtroppo. E poi il giorno dopo apri gli occhi e ti senti accarezzare una spalla e percepisci un respiro vicino all’orecchio ed hai paura a girarti mentre preghi un qualsiasi dio che sia la tua amica a letto con te e invece è proprio quello che non sa mettere in riga nemmeno le lettere dell’alfabeto. Ottimo! Rieccoci. E poi spariscono, si vanificano nell’etere con la facilità con cui si sono materializzati, in un secondo. E alla stessa velocità evaporano pure dalla tua testa. Il vuoto. Già, basta!

Basta all’ipocrisia di dire che va tutto bene quando in realtà pensi solo a dove fuggire, basta ai falsi sorrisi ad interlocutori ai quali vorresti solo ficcare una molotov in bocca, basta alle paranoie, alle pippe mentali, alle diete, alla musica tamarra delle discoteche, alla gente mediocre, alle false speranze, alla malinconia, a pensare al passato con rimorso, a sorridere e dire di sì, a dire sempre e solo la verità, a vestirsi sempre in maniera adeguata, a moderare i toni e l’alcool, a tentare di smettere di fumare.

E invece ricominciare a contare le stelle, ascoltare il vento, cercare il rumore dei battiti di un cuore, cantare a squarciagola, sotto la doccia e per strada, mangiare due gelati, portare gonne troppo corte e anfibi ad ogni stagione, annusare il profumo della pioggia sui fili d’erba, fare le capriole, cercare ad ogni costo dove inizia e finisce un arcobaleno, trovare un uomo che componga una poesia per te, una canzone, un’opera, un quadro o anche, semplicemente, un sorriso sincero.

Mi avete rotto le palle. Quanto scritto risulta piuttosto disorientante? SÌ! Ed è esattamente come doveva essere. Perché viviamo in un mondo di regole imposte dall’esterno e non voglio essere io ad aumentare questa mole di regole su me stessa.

Voglio essere libera, SONO LIBERA. Libera di vivere la mia vita senza i vostri inutili pregiudizi, libera di sorridere ad uno sconosciuto, di camminare con un fiore tra i capelli, di indossare un rossetto arancione, di accarezzare ogni cane che incontro e voler giocare con ogni bambino. Di leggere fino a tarda notte e non volermi mai alzare dal letto la mattina, di bere il latte di soia e il caffè d’orzo perché mi piacciono (Sì, davvero mi piacciono!), di tatuarmi, di ubriacarmi di gioia, follia o whiskey, di andare in un pub da sola a vedere una partita di rugby, di passeggiare per Roma in piena notte ascoltando i rumori della città, di non aver paura a farlo. No, non ho bisogno di giudizi e pregiudizi, né da voi né tanto meno da me stessa. Mi piaccio così come sono fatta, sono un vortice di emozioni, difficili da comprendere spesso anche per me stessa ma sono un’anima buona e sono fiera di me.


Basta essere così duri con sé stessi.
Questo è il BASTA che mi concedo. Imparerò ad amarmi e conoscermi..
soffrirò, morirò ma intanto sole, vento, vino e trallallà“.

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