Scienza & Gnorri

Il mistero delle Terre Rare

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Buongiorno a tutti. Benvenuti a questo secondo appuntamneto con Scienza&Gnorri.

Come argomento oggi affronteremo il tema caldo delle “terre rare”. Che cosa sono? Non parliamo di pianeti sconosciuti da conquistare. No. Si tratta invece di un gruppo di metalli fondamentali per la tecnologia high-tech. Potremmo anche chiamarli i supereroi dell’era moderna.

Rareearthoxides
Terbio, neodimio, europio o prometeo. Non sono eroi della mitologia greca, ma alcuni dei nomi di questi supermetalli che potete trovare ormai praticamente ovunque: nelle TV, smartphone, iPad, computer portatili, ma anche apparecchiature per la risonanza magnetica.

smartphones

 

TERRE RARE

Mettiamola così: senza di loro il nostro iPhone avrebbe le dimensioni di un mattone. Decisamente poco comodo! Le terre rare non si limitano solo a telefonini e televisori: sono fondamentali per tutta la branca delle energie rinnovabili. Quindi sono alla base anche per un futuro green. Insomma senza di loro non saremmo poi così high-tech.
La domanda sorge spontanea: dov’è la fregatura?
Purtroppo per noi ce ne sono più di una fregatura, a partire dalla sua estrazione e produzione.
Non fatevi però ingannare dal loro nome: non sono poi così rare come ci si aspetterebbe, anzi in realtà sono anche molto abbondanti. Un esempio pratico: la terra rara considerata più rara, il lutezio, è centinaia di volte più comune dell’oro.
Il problema sta nella loro bassissima concentrazione. Cioè immaginate di estrarre 10 kg di materiale grezzo: una volta raffinato e pulito in mano vi rimarrebbero circa 10-15 grammi di terre rare. Un po’ poco. In più questi metalli amano fare coppietta con elementi radioattivi come l’uranio. Questo porta ad una semplice conclusione logica: l’estrazione è molto difficile, molto pericolosa e molto costosa.

estrazione terre rare
Qui sorge il secondo problema: il maggior produttore di questi metalli oggi è la Cina (diciamo che ha in mano il 97% della produzione mondiale), che deve la sua supremazia nel mercato alla noncuranza delle più comuni normative ambientali e a paghe bassissime. In questo modo la Cina ha letteralmente ucciso la concorrenza. Inoltre negli ultimi dieci anni è passata dall’esportare circa il 75% al 25% ad oggi. Considerate però l’incredibile richiesta di mercato di prodotti high-tech. Fra non molto le scorte si esauriranno ed assisteremo ad una vera e propria crisi delle terre rare. Sembra l’incipit di un film di fantascienza, ma a quanto pare il pericolo è fin troppo reale.
Meno terre rare = aumento dei prezzi = meno disponibilità di prodotti
Non mettetevi ancora le mani nei capelli però: per fortuna i paesi si stanno già muovendo per trovare globalmente nuovi fonti. Ricomincia quindi la caccia all’oro. Un nuovo Far West!
Tutta questa faccenda nasconde anche un paradosso che metterà in crisi non pochi ambientalisti.
Come ho anticipato prima le terre rare sono molto importanti anche per la produzione di tecnologie verdi: lampadine a risparmio energetico, automobili elettriche, turbine eoliche, ecc.
L’estrazione consiste nel “bollire” il materiale grezzo in grandi vasche piene di acido, che separano i vari elementi, compresi anche le accoppiate con materiali radioattivi. No, non diventano poi l’uomo radioattivo, ma gli acidi di scarto finisco nei fiumi o nei torrenti e alla fine, fra un paio di anni,ci ritroveremo ad osservare finalmente il pesce a 5 occhi de i Simpson! Purtroppo c’è anche un aspetto ancora più inquietante: uno dei tanti motivi per cui la Cina spadroneggia sul mercato e che in Occidente ci sono pochissimi centri di produzione è che appunto a questi ultimi fa comodo che siano altri ad accollarsi il difficile processo di estrazione.
Ora che però la Cina si sta pian piano ritirando dal mercato, improvvisamente l’Occidente decide di aprire nuove miniere per l’estrazione di questi metalli, ovviamente ricercando nuove tecniche più attente all’ambiente per estrarli e raffinarli. Direi molto in linea con la natura umana.

Con questo ho concluso il mio monologo. Spero di non avervi annoiato. Vi invito a cliccare sotto sugli indirizzi, da cui potrete scaricare alcuni interessanti report dell’attuale situazione delle terre rare.

http://bit.ly/britishelement
http://bit.ly/rarereport
http://bit.ly/rareblackberry

Da Giada è tutto. Ci vediamo al prossimo appuntamento di Scienza&Gnorri. Perché non serve essere Sheldon Cooper per capirci qualcosa!

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