La metà della meta

Il magico potere di sbattersene il c***o – Sarah Knight

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Se sono 100 anni che non hai tempo né la minima voglia di leggerti un libro, non so dirti se sei sulla buona strada.
Questo è il Magico Potere di Sbattersene il Cazzo, scritto da Sarah Knight.

Sarah Knight è diventata un po’ il mio nuovo mito.
Non me ne importa un accidente di che età abbia e men che meno chi sia. So che una mattina si è svegliata e me la immagino davanti allo specchio mentre si sussurra “I don’t give a fuck”, prepara la lettera di dimissioni e cambia pagina. Oggi si spara 6 mesi estivi a NY e 6 invernali/non invernali in Repubblica Dominicana con suo marito, unico presente nelle sue riunioni che prima apparivano infinite e senza il minimo senso.

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Io, che generalmente ho l’attenzione di un pesce rosso non perché non sia sufficientemente intelligente a reggere una conversazione ma perché nel 70% dei casi non ho il minimo interesse verso l’argomento dell’interlocutore, sono stata folgorata da questo titolo ben poco paraculo che mi ha ricordato che essere talvolta un po’ scurrile rinforza più che altro semplicemente il concetto.
Non solo, il titolo mi ha rapita perché – sulla carta – avrei potuto scriverlo io, pertanto non ho il minimo sbatti di comprarlo né tantomeno di leggerlo.

Questo è quindi un riassunto di un libro che non ho letto ma che sto semplicemente immaginando a partire dall’indice.
Se però ti incuriosisce e vuoi acquistarlo e farmi sapere se un po’ ci ho preso, ecco a te il link di Amazon.

indice primo capitolo la magia di sbatterseneCAPITOLO 1 SBATTERSI O SBATTERSENE?
Nel cassetto ci teniamo qualche sogno e qualche calzino, che generalmente riponiamo lavato ed appaiato.
Ogni tanto, al buio delle 6 del mattino, raccogli una coppia che coppia non doveva essere o che ha un buco all’altezza del pollicione. 9 volte su 10 questa cosa accade quando dovrai spogliare le scarpe per uno qualsiasi dei motivi di cui sotto:
• Medico
• Palestra
• Quelle scarpe in vetrina che santocielo se non le compro oggi perdo il saldo e lo stivale della vita
Ma sono le 6 di mattina, sei in ritardo e francamente in quel momento avere una calza a righe ed una a pois pare essere l’ultimo dei problemi ma adesso, davanti alla commessa, scherzandoci su, ti accorgi che sarebbe bastato fare una semplice, semplicissima mossa per non avere più lo stesso problema: prenderti tempo per buttarli o appaiarli.

Come faresti per riordinare i calzini del cassetto?
Ti siederesti, li guarderesti uno a uno e, nel caso sia necessario, te ne disfi, destinando un bel sacchetto nero, che poi deciderai di buttare.

Quindi siediti, prendi una penna e se non hai nient’altro va bene pure la carta del prosciutto ed elenca tutte le cose che ti sta sul cazzo fare.
Tutte, anche se implicano il fatto che tu possa passare per uno stronzo o un bambino, quando in realtà sei semplicemente un illuminato che dedica buona parte del tempo a fare ciò che lo rende veramente felice.
Redigi la lista ed appiccicatela al frigorifero, caricala sul Google Drive, scotchala sulla testata del letto così che ti piova in faccia ogni mattina, attaccala sul pannello divisorio della tua scrivania a lavoro o un po’ dove ti pare e, sgranandoli uno ad uno come si fa con il rosario, sbarazzatene. Comincia dal primo e quando questa cosa non sarà più un abitudine passa al secondo.
Quelli che non riescono a sbattersene del fatto che voi ve ne sbattiate capiranno. Dopo tanto, taaantissimo tempo ma capiranno. A te basta sbattertene di quello che dicono e spegnere il telefono, il cervello, la televisione, pensare alla classica balla di fieno che rotola nel deserto e non ascoltare minimamente. Alla fine pure loro si stufano di parlare al vento e continueranno la loro vita pensando ai fatti loro senza ansiarti l’anima.

indice sbattersene il c+++o[title maintitle=”Come sarebbe la tua vita se ti sbarazzassi di ciò che non ti piace fare?” subtitle=”Sarah Knight: il magico potere di sbattersene”]

Ti accorgerai che è pura magia. Un cassetto svuotato non necessariamente è semplicemente un cassetto vuoto, ma uno in cui c’è più posto per metterci altre cose meravigliose.
Così è la tua testa. Liberala delle cose che ti fa schifo fare e diventerai, a scelta tua, un bambino, uno stronzo oppure un illuminato.
Non c’è bisogno ti indichi quale dei tre sarebbe più intelligente essere, vero?
La differenza sostanziale tra i tre personaggi di cui sopra è solo una: ognuno di essi ha una graduatoria specifica di valori con i quali reagisce alle questioni.

Un bambino non ha molto interesse verso le opinioni altrui. Forse perché non le capisce, o semplicemente non ha nessuna voglia di farlo. Un bambino piange a squarciagola in un cinema o in una chiesa perché emotivamente è stanco di essere in una certa situazione ed attira la tua attenzione per fare in modo che questa spiacevole– per lui (?) – parte della giornata finisca presto.
Generalmente, è opinione comune che, in alcuni luoghi, non si tenga un volume di voce troppo alto. Ma è un’opinione. L’emozione del bambino è troppo grande per pensare di sottostare a “quello che si dovrebbe fare”. Lo scusiamo perché è giustamente infantile, ma noi, ad una certa, non possiamo più esserlo.

Uno stronzo è uno stronzo, potrei pure evitare di definirlo sotto un’altra prospettiva. E’ uno che si comporta secondo la sua sola opinione e che dice sempre la sua, nonostante tutto. Incurante del fatto che le sue azioni possano ferire qualcuno, lo stronzo ti sottolinea sempre quando sta facendo una cosa per te, misurando sé stesso ed il suo ego di fianco ad una mongolfiera. Della serie “se devi farlo e poi me lo devi rinfacciare, non prendertene nemmeno la briga”. Il mantra è STARE ALLA LARGA DAGLI STRONZI, non esserlo.

Un’altra volta, la via di mezzo è la prospettiva giusta. Sii un illuminato. Controlla le tue opinioni, controlla le tue emozioni. Giudica con il tuo metro ma non essere cattivo. Scendi a qualche compromesso fino a quando quel compromesso non diventa prassi. Comprendi la differenza che esiste nel non fare qualcosa perché ti sta ammazzando o non farla perché non sopporti quel qualcuno ma può avere un riscontro positivo.
Prendi nota di quando ti sbatti per un’idea e per la tua morale o per niente. Non sentirti uno stronzo se non fai qualcosa senza un tornaconto perché non lo sei: sei solo un illuminato.

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Si, lo so, sei nella merda, non hai idea da dove cominciare a redigere la tua lista delle cose che non hai più voglia di fare.
Ne parliamo nella seconda puntata.
Tu intanto prendi la carta del prosciutto e concentrati.

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