Gushmag compie un anno di vita e così anche la mia rubrica: “Per un pugno di fotogrammi”. Un’occasione speciale, che ho deciso di festeggiare con l’apertura di un nuovo spazio dedicato al miglior film tra le tante uscite di ogni mese. Oggi si comincia col botto.

Poster-Art-for-Third-Person
Sono passati ormai dieci anni da quando “Crash” venne premiato a sorpresa con l’Oscar per il miglior film dell’anno. Da quell’affresco tragico ed emotivo, il suo regista non si è mai riuscito a ripetere. Un successo difficile da bissare, che negli anni ha saputo fruttargli solo due pellicole mediocri come: “Nella valle di Elah” e “The next three days”. Se l’attività di regista sembra essersi sviluppata al di sotto delle comuni aspettative, quella di sceneggiatore ha saputo invece dare i suoi buoni frutti. Ed è così che Paul Haggis torna oggi nelle sale cinematografiche con un nuovo film che diventa di diritto il suo lavoro più riuscito ed intrigante. Stiamo parlando di “The Third Person”, un ritorno in grande stile, dove grazie alla cornice del dramma cinematografico si intrecciano le vite e le storie di diversi personaggi legati tra loro da un comune denominatore tutto da scoprire. Storia importante e complessa, per un film che supera le due ore di durata ma che riesce a non perdere mai il piacere della narrazione, tenendo lo spettatore con gli occhi sempre attaccati allo schermo.

I meriti alla base del successo di questo film sono sostanzialmente due: una sceneggiatura scritta in maniera quasi impeccabile con i giusti tempi narrativi, un buon approfondimento psicologo e un’ottima risoluzione di una matassa d’eventi venutasi a creare nel corso della storia. Il secondo, grande pregio è invece la scelta di un cast a dir poco stellare che va dal protagonista Liam Neeson e finisce con comprimari del calibro di Olivia Wilde, James Franco e Mila Kunis. Tre sono le location scelte per ambientare le varie vicende. Si va dall’immancabile e frenetica New York, passando per la sempre romantica Parigi ed arrivando infine agli scenari a noi familiari di Roma e Taranto. La trama ha un’evidente matrice autobiografica, ponendo al centro delle storie la figura di uno scrittore in crisi che cerca disperatamente il modo di ideare un nuovo libro di successo. L’autore protagonista è un alter ego di Haggis, formatosi come scrittore e sceneggiatore e ora in cerca di nuova gloria dopo gli insuccessi del passato recente. A sorpresa l’impresa riesce e “Third Person” diventa così uno dei migliori film di quest’annata cinematografica.

Un successo dovuto anche a un’ottima tecnica registica che non sottovaluta mai nemmeno uno degli aspetti della messa in scena. Raramente si sono visti in questi anni film così ben orchestrati. Certo, con un cast del genere e una buona produzione alle spalle, raggiungere il risultato è stato più facile del previsto. Ma ciò non toglie il merito che deve essere riconosciuto al regista e al suo staff per il lavoro svolto. “The Third Person” merita la nomina a miglior film di Ottobre per la sua concretezza e il suo spessore davanti a molti altri film di una banalità troppe volte disarmante. In uno stile invidiabile Haggis ci ricorda quanto sia importante saper raccontare una storia che ci coinvolga e ci faccia emozionare. Non bastano i supereroi o gli effetti speciali per rendere appetibile una pellicola. Sono le storie che alla fine fanno sempre la differenza.

Alvise Wollner 

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