La metà della meta

Il Demone dei Trent’anni: l’ironia di Sketch&Breakfast. Intervista a Simona Zulian

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Ricordo che eravamo in una pizzeria, una tavolata di 30 persone. Tra i commensali c’era qualcuno che non conoscevo, ma essendo in una percentuale minima ho deciso di esprimere la solita me stessa, senza troppo sforzarmi di sembrare elegante.

Sì, ecco, ho un problema con le parolacce e per me non esiste un argomento tabù in assoluto. Se sono a mio agio, passo dal commento intelligente a quello più becero possibile in un battito di ciglia, spesso dimenticandomi del contesto.

Non so precisamente cosa dissi, ma uno degli (allora) sconosciuti mi urlò, dall’altra parte del tavolo: “Sai, mi sembri la protagonista dei fumetti di Sketch&Breakfast, la Felinia”. fb_img_1482225789302

Siccome poi la curiosità è donna, guardai immediatamente a cosa si stesse riferendo, e me ne innamorai.

Felinia ha i capelli rossi, un sedere un po’ pronunciato, il broncio perenne, una sfiga atomica, una fame da drago e l’equilibrio dell’omino del subbuteo. Sembravo io senza essere io e come me, altre centinaia di ragazze si sono immedesimate in questa eroina un po’ unconventional, così diversa nel suo essere normale.

Era sicuramente qualche anno fa, probabilmente 4 o 5. So che il fantasma dei 30 non mi stava preoccupando. Felinia probabilmente è cresciuta con me, e lo dico perché “Il Demone dei Trent’anni” esce in un periodo che si approssima sempre più velocemente per me a quella stanghetta vista come un monito che ti urla nelle orecchie “mo’ guarda che stai diventando adulta, ti sistemi?

Felinia siamo tutte noi, ma più di tutte lo è Simona Zulian. Illustratrice e sceneggiatrice delle vignette che ci fanno ridere su Facebook, e di storie a fumetti sulla carta stampata (fatevi un giro su http://sketchandbreakfast.com/). Una vera e propria iniezione di buonumore ed ironia, che traspare da queste pagine di pixel che mi fanno sorridere dietro lo schermo, mentre sogghigno sotto i baffi leggendo le risposte.

 

 1) Ciao Feli…ehm, Simona! Grazie per il tuo tempo! Possiamo dire che dietro Felinia c’è Simona, ma anche buona parte delle nostre coetanee sull’orlo dei 30 anni? 

Possiamo dirlo, sì! Il personaggio di Felinia ha aiutato me come persona a venir fuori per quello che sono, infatti i primi tempi quando mi chiedevano “ma tu sei davvero come Felinia?io rispondevo sempre che mi sarebbe piaciuto essere come lei, priva di blocchi sociali e menefreghista dei giudizi esterni. Ecco, diciamo che oggi sono più Felinia di quanto non lo fossi all’inizio, nel bene e nel male…fb_img_1482225732738

Da sempre Felinia tratta problemi di vita quotidiana, spesso e volentieri rivolta ai tipici problemi femminili, visto e considerato che nonostante la scarsa consapevolezza è pur sempre una femmina, solo che rispetto all’inizio adesso è un personaggio un po’ più adulto, soprattutto se ci rifacciamo un po’ al percorso delle sue storie raccontate su carta più che quelle su fb, e ci sembrava giusto metterla di fronte ai problemi dei trentenni. Trentenni che oggi non sono i trentenni di una volta, ma questo che ve lo dico a fare!

2) Il tasso di buonumore e di verità che inserisci nelle tue vignette è geniale. Ci sono le amiche storiche, le torture dall’estetista, i gatti, il cibo, l’asocialità: il fatto che ti ispiri alla quotidianità è molto calzante e raccoglie molti consensi. Che sia un po’ la rivincita delle “sfigate”?

Più che “rivincita delle sfigate” direi “rivincita sulle sfighe”! Sai, alla fine per quanto il mio scopo ultimo è inventare e raccontare storie a fumetti, c’è da dire che il lavoro su Facebook cambia molto dal lavoro su carta stampata, e sul social è bello poter raccontare delle sfighe o delle situazioni quotidiane in maniera ironica, poiché aiuta ad affrontarle e superarle con leggerezza e spensieratezza, sia per chi le legge che per noi che le disegniamo.

3) Finalmente, grazie all’ilarità delle vostre vignette, si sdoganano in Facebook tabù come parolacce, sessualità, sindrome premestruale, abbuffate, post sbornia. In un mondo in cui le copertine ci mostrano blogger magrissime e sempre perfette, modelle mute e borsette griffate, sai di essere una bella ventata di aria fresca e mostrare alle ragazzine che la vita vera è altro?

fb_img_1482225695016Non lo so, ma diciamo che lo spero fortemente! Anche se più che sdoganare questi tabù l’intenzione era proprio quella di sfatare un po’ l’immaginario della donna per come è sempre stata rappresentata nel mondo del fumetto, come nel mondo dello spettacolo, e far passare la consapevolezza che si può essere protagoniste, eroine e donne senza per forza tutti quei fronzoli imposti dal modello a vecchio stampo della società. Non siamo perfette, nemmeno gli uomini lo sono, perché dobbiamo fingere allora? C’è tanta bellezza che si nasconde sotto il trucco di una ragazza, sotto i muscoli di un megapalestrato o dentro i vestiti superfirmati e griffati della gente. Ci piacerebbe aiutare nel nostro piccolo a far capire questo a chi ci segue, dare più adito alla bellezza dei contenuti e dell’umorismo e meno credito alla bellezza estetica e dello sfarzo!

4) Quanto ha contribuito Facebook a rendere Felinia popolare?

In tutto e per tutto! Potrà capitarmi di denigrare il social per via del cattivo utilizzo che ne fa gran parte degli utenti, ma quello è un problema della gente, non del social in sé, che invece è uno strumento portentosissimo per tante cose. Senza peccare di presunzione però mi sento di sottolineare che Facebook è appunto uno strumento, e il solo fatto di “metterci delle vignette sopra” non può giustificare il successo di un autore, di un personaggio o di una serie. Lì sta nella caparbietà, nella serietà (intesa in termini di produzione, non di carattere, ovvio) e nella dedizione di chi lo usa per mostrare il proprio lavoro, che siano fumetti, racconti, video, canzoni e quant’altro.

[title maintitle=”Simona Zulian & Felinia ” subtitle=”Non è la rivincita delle sfigate: è la rivincita sulle sfighe! “]

5) Come è cambiata la tua vita, con Felinia?

La gente negli ambienti del fumetto mi riconosce e viene in libreria a farsi autografare e rovinare i fumetti con dediche brutte, ma questo non mi ha cambiato minimamente. Quello che mi ha cambiato è il riscontro che hanno le mie storie sulle persone che poi mi riconoscono e vengono a comprare i fumetti: come ogni artista il punto da cui sono partita è stata l’esigenza di raccontare me stessa, attraverso il mio percorso e le mie difficoltà. Lascia stare che poi lo strumento che uso è l’ironia (che per me è sempre l’arma più efficace) ma alla base ci sono sempre dei traumi e dei problemi da superare e il fatto che ragazze e anche ragazzi quando vengono a conoscermi e a scambiare quattro parole con me mi raccontano come le mie vignette le abbiano aiutate a porsi in un determinato modo nei confronti degli stessi problemi, o come li abbiano aiutati a vedere determinate dinamiche da un punto di vista che non avevano mai considerato… be’, questa è una cosa veramente appagante e non so come descriverla!fb_img_1482225928922

6) Quali sono i progetti per il futuro?

Al momento stiamo lavorando sul prossimo fumetto in uscita per i primi di marzo. Siamo molto felici di questo progetto perché ci stacchiamo un po’ dal nostro solito filone narrativo e approdiamo in una zona un po’ neutra, diciamo anche sperimentale, quindi oltre all’eccitazione c’è anche un po’ di curiosità mista a cacarella, che in gergo tecnico significa leggera preoccupazione (avrei detto ansia ma ormai questo termine mi sta sui coglioni
talmente abusato su Facebook…) perché non sappiamo come il nostro pubblico reagirà!

Il progetto si chiama “Anatomia Cinica” e tratterà le storie degli organi interni di Felinia che abbiamo cominciato a far conoscere sia sul web con qualche striscia dedicata, sia sui volumi di “Singol a Caccia” e “Il Demone dei Trent’anni”. In pratica uno spin off, dove Felinia non sarà protagonista!

7) Come ti svegli il lunedì mattina? 

Come tuttfb_img_1482225705065i gli altri giorni della settimana, con la voglia di morire! Poi dopo qualche ora passa però, dai :D

Simona lavora ai fumetti con il suo compagno, “il Ribosio”, saltuario co-protagonista delle vignette di Felinia. Le chiedo se sia difficile lavorare con il proprio compagno, e sei sia in cantiere uno spinoff con Felinio.  La risposta è negativa, e mi lascia secca quando leggo “Qualche volta abbiamo idee in contrasto, a volte (mai) le mie idee fanno cagare a lui, a volte (sempre) le sue idee fanno cagare a me, ci confrontiamo aspramente ma alla fine ne veniamo sempre a capo”.

Rido, e mi rivedo anche qui.

Così come rivedo la mia amica, quella collega mamma, sua figlia 15enne e i poveri compagni che nonostante tutto ci scelgono ogni giorno.

Ci rivedo tutte, nella forza di questa eroina così straordinariamente normale, come noi.

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