I tartassati

Il conto, per favore (Parte 2)

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Lunedì scorso ci siamo lasciati con due bambini di quattro e sette anni che giocano al tavolo accanto a voi in pizzeria. Bene, se siete sopravvissuti alla battaglia di patatine tra i due pargoli, potete continuare con la lettura; in caso contrario, vi serve un ottimo smacchiatore per le chiazze di ketchup.

Vi ho aiutato, una settimana fa, a distinguere un volgare preconto da uno scontrino fiscale (se non avete letto l’articolo, cliccate qui). Questa settimana mi occuperò invece della ricevuta fiscale: tale documento viene emesso per le prestazioni di servizi, è sostitutiva dello scontrino e solitamente viene utilizzata quando si vuole dettagliare maggiormente una voce. Tipici esempi di ricevuta f. sono quelli del centro estetico o della lavanderia.
Esempi di ricevute:
ric fisc centro estetico e lav insieme

Come per lo scontrino, anche la ricevuta ha degli elementi obbligatori:
1. I dati identificativi dell’emittente, partita Iva, ubicazione dell’esercizio e la data di emissione del documento:

ric 1

2. La numerazione progressiva per anno solare del documento:
ric 3

3. Natura e qualità dei beni e/o dei servizi oggetto della prestazione, nonché il totale del corrispettivo dovuto, compreso dell’Iva:
ric fiscale ULTIMA

La ricevuta f. dovrà contenere tutti gli elementi e le indicazioni anzidette, e potrà eventualmente contenere altri dati connessi alle esigente aziendali, oppure i dati del cliente se richiesto dallo stesso. Deve essere emessa in duplice esemplare, di cui uno va consegnato al cliente.

Alla richiesta del documento fiscale, l’abitudine – purtroppo – è quella di rilasciare un semplice buono consegna, oppure una ricevuta NON fiscale, facendo leva sulla convinzione che il cliente che si ha davanti non sappia riconoscere la differenza tra le due ricevute. Il consiglio che sento di dare è di verificare immediatamente la presenza del numero progressivo sulla stessa, l’assenza infatti è sintomatica di un documento di natura non fiscale.

Per il futuro, allora, controllate con attenzione il documento che vi rilasciano e richiedete sempre quello fiscale. E se in pizzeria siete bersagliati da una raffica di patatine, rispondete al fuoco nemico con delle olive al Napalm silurate con cucchiaio catapulta. Buon appetito.

Un abbraccio e buone tasse a tutti.

Antonio D.S.

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