I tartassati

Il conto, per favore (Parte 1)

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«Mi porta il conto, per favore?».
E’ questo probabilmente il momento più sgradito di una cena. Peggio di quando ti servono subito la birra, mentre la pizza te la portano un paio d’ore dopo. O peggio di quando ti fanno accomodare vicino al tavolo dell’allegra famigliola con figli di 4 e 7 anni, che insieme fanno più caos di un Frecciarossa che transita veloce in stazione.

Diversamente dalla pizza, il conto arriva molto più velocemente. Una volta richiesto, il cameriere, con assoluta gentilezza, vi presenta un documento denominato “preconto”.
Esempio di preconto:
preconto 1

Così, soddisfatti della cena, magari anche di un conto non troppo salato, e lieti che il ristoratore abbia fatto il suo dovere emettendo lo scontrino, andate via.
Ahimè, le cose però non sono esattamente come pensate. Perché, al momento del pagamento doveva essere emesso un altro documento, quello fiscale: lo scontrino o la ricevuta. Il preconto di cui sopra, infatti, non ha affatto valenza fiscale. Agli occhi inesperti può apparire identico ad uno scontrino fiscale; la carta chimica è la stessa, sul retro sono presenti i dati della società produttrice e la scadenza della carta. Nonostante la somiglianza, però, il preconto non sostituisce lo scontrino.
Retro del preconto:
retro 2

Come riconoscere allora uno scontrino fiscale da un preconto (o da uno scontrino della bilancia, usato molto spesso in macelleria, dal fruttivendolo o dal panettiere)?
L’articolo 12 del D.M. 23 Marzo 1983 dispone che lo scontrino deve contenere in ogni caso alcune indicazioni essenziali:
1. Il logotipo fiscale (associazione stilizzata delle lettere M.F., “misuratore fiscale”) e numero di matricola del registratore di cassa;
logotipo 3

2. I dati della ditta, quindi numero di partita Iva dell’esercente e ubicazione dell’esercizio;
ubicazione 4

3. Data e ora di emissione e numero progressivo degli scontrini fiscali emessi nella giornata;
data e ora 5

4. Il corrispettivo totale della vendita, insieme al dettaglio dei vari corrispettivi specifici;
importo 6

Pochi e semplici elementi che vi aiuteranno a distinguere un vero scontrino fiscale da un pezzo di carta senza valore.
Lunedì prossimo andremo alla scoperta della ricevuta fiscale. Non mancate!

Un abbraccio forte e buone tasse a tutti.

Antonio D.S.

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