Arte in pillole

Il Colosseo: è uno e ce l’abbiamo noi

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Dopo una pausa nella quale Arte in Pillole si è occupata di altro, ritorna la rubrica settimanale dedicata all’arte: oggi facciamo un po’ di chiarezza.

Quest’estate ho sentito dire: <Quando sono andata in Turchia ho visto un altro Colosseo>, essendo fresca dall’esame di Archeologia Romana ho obiettato: <non è possibile, al massimo ha visto un altro anfiteatro romano, che è possibilissimo viste le colonizzazioni romane>, sono stata contraddetta a mia volta. Quando ho capito che stando a quel passo si farebbe fatta notte ho troncato (a malincuore) il discorso dando ragione al mio interlocutore per quel famoso “quieto vivere” più che per convinzione.

Poi, fatta come sono fatta, ci ho rimuginato mentre mi lavavo i denti e prima di addormentarmi (fase nella quale, fra l’altro, arrivavano a flotte tutte le tesi migliori a sostegno della mia, ma questo è normale: non sono in grado di sostenere un botta e risposta neanche quando le cose le so con certezza, perché non ho la risposta pronta, purtroppo mi arriva anni luce dopo. Ma questo è un altro discorso)

Bene, dopo questa esperienza ho pensato che fosse necessario togliere ogni dubbio: di Colosseo ce n’è uno solo e ce l’abbiamo noi!

Colosseo-Roma1

Innanzi tutto c’è da dire che il suo nome originario è Anfiteatro Flavio, costruito nel 70 d.C. e inaugurato 10 anni dopo, viene eretto al limite orientale del Foro Romano e denominato così perché doveva essere il simbolo della dinastia flavia.
Gli viene dato il nome di Colosseo solo nel Medioevo come traduzione dal latino dell’aggettivo “colosseum” (colossale) visto che si tratta dell’anfiteatro più grande al mondo, o si pensa sia dovuto anche dal fatto che prima di questa struttura ci fosse stata una statua colossale di Nerone come Sol.

Fatto sta che, indipendentemente dalle origini del nome, prima di essere Colosseo è un ANFITEATRO, e così devono essere nominati i suoi simili.

Anfiteatro deriva dal greco “doppio teatro” in quanto, la pianta è un ellisse, un raddoppiamento della pianta del teatro, dal quale si innalzano le gradinate.
Quella che viene chiamata orchestra nel teatro greco, ora prende il nome di ARENA, poiché la pavimentazione era coperta di sabbia.

anfiteatro vs teatro

Una novità significativa apportata dai romani con l’anfiteatro è quella di una struttura interamente autoportante, grazie ad un sistema di sostruzioni ellittiche poggiate su muri radiali (realizzati dalla parte emiciclica verso l’esterno) in modo che le gallerie risultassero a volta rampante e percorribili, infatti venivano utilizzate come corridoi tra i diversi piani per l’accesso ai posti a sedere.
L’imperatore Flavio prende spunto da una sperimentazione a lui precedente (come avviene molto spesso) si tratta del Teatro Marcello, voluto da Cesare e terminato da Augusto nel 17 a.C., era un TEATRO ma è stato il primo ad essere autoportante e non addossato a un colle come avveniva nel mondo greco (l’Arena di Verona è del I secolo d.C.).

Tutto questo sistema di sostruzioni ellittiche e muri radiali dà vita alla facciata “a finestre” che si erge su tre piani e decorata in maniera singolare:
al primo piano la decorazione era in ordine dorico, il più massiccio ed indicato a reggere tutta la costruzione, il secondo piano vede una decorazione di tipo ionico, mentre l’apice che doveva avere una decorazione più ricca, presenta un colonnato ionico con capitelli corinzi.
Inoltre, per rendere più sontuosa la facciata, al secondo e terzo piano, era coperta di statue poste nelle nicchie formate tra le colonne.

Nel caso del Colosseo, poi, Domiziano vi aggiunse una summa cavea in seguito alla ricorstruzione e amplificazione dopo un incendio, in modo da aumentare la portata degli spettatori.
Questa summa cavea aveva decorazioni a scudi e alla sommità erano inseriti una serie di pali che sostenevano un tendone che andava a coprire e riparare gli spettatori.

Ricostruzione del Colosseo (con affianco la statua di Nerone con Sol, come si pensa sia stata)

Ricostruzione del Colosseo (con affianco la statua di Nerone con Sol, come si pensa sia stata)

Com’è ben visibile tuttora, l’arena era costituita da diversi vani e corridoi riservati agli “alloggi” delle bestie, potate in arena da montacarichi, o utilizzati come magazzini.

Interno: com'è visibile ora e la ricostruzione fatta a computer

Interno: com’è visibile ora e la ricostruzione fatta a computer

Diventata l’icona per eccellenza, prima di Roma, poi di tutt’Italia porta con sé una profezia di Beda il Venerabile dell’VIII secolo:

« Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma;
quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma;
quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo »

Profezia messa pesantemente in discussione di questi ultimi tempi…
e mi congedo così!

IMMAGINI PRESE DAL WEB

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