Arte in pillole

Il cielo è blu sopra Treviso

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Trasportata dallo spirito di Alessandro D’Avena mi sento un po’ immersa nella bellezza.

Quella bellezza semplice di una stradina di città, dove tra le case e gli alberi si fa largo un piccolo scorcio di cielo. Azzurro. Blu. Punteggiato di nuvole bianche a ricordo dello scroscio della mattina.

Bellezza.

Quella bellezza che avvolge anche la nostra piccola Treviso soprattutto quando dopo la pioggia ritorna il sereno e tutto viene avvolto da un’atmosfera particolare.
Sembra tutto più leggero, più splendente, più dinamico.

E mi sento un po’ fuori luogo in questa aura frenetica di primavera, a fermarmi, una pedalata dopo l’altra, ogni pochi metri per fotografare il cielo e per godere della bellezza dei monumenti antichi, che sotto questa luce fanno invidia a quelli appena costruiti.

Ho inchiodato proprio davanti alla Loggia dei Cavalieri.
Spinta dalla classica curiosità del turista a casa propria.
(Esistono ancora i turisti locali?)

La Loggia dei Cavalieri credo sia il monumento più antico del periodo medievale di Treviso!

È stata costruita nella seconda metà del 1200 quando a Treviso era potestà Andrea da Perugia. È un edificio romanico influenzato dall’architettura bizantina a pianta quadrilatera irregolare. Tre dei quattro lati sono aperti in cinque archi a tutto sesto, ma fino alla prima metà del 1900 era aperto solo il lato che dava sulla strada.
La struttura è coperta da un tetto a quattro falde in coppi e supportato dalla colonna granitica centrale.

Originariamente la loggia era luogo d’incontro per i nobili che si riunivano per partecipare a giochi di società. Tale funzione termina con l’arrivo dei veneziani nella Marca nel 1388 e da questo momento la loggia andrà sempre più in rovina. A metà 1500 vi viene anche costruita una casa proprio al suo interno e nei secoli successivi divenne pure deposito per legname.

L’evento che segnò particolarmente tale monumento fu senza dubbio il bombardamento del 1944, il quale però, pur creando danni irreparabili alla struttura non ha compromesso molti degli affreschi che la decorano.

Dopo l’ultimo restauro si è quasi certi che la loggia sia stata decorata ad affresco in due momenti e che gli intonaci siano sovrapposti: la prima decorazione risale al momento della realizzazione dell’edificio, mentre l’altra viene datata al periodo della rivoluzione e della cacciata dei Da Camino (1313).


Sia all’interno che all’esterno il soggetto è quello cavalleresco snodato in varie scene di giochi e di avvenimenti cantati nelle famose chansons de geste.
Ho trovato una piccola curiosità (letta su “Tecnica della pittura e dei colori” di Carlo Linzi) : secondo le sostanze coloranti rinvenute in uno dei primi restauri, nell’epoca medievale venivano legati alla tempera colla, uovo e latte di fico, una specie di collante per far aderire meglio l’affresco, il tutto fissato con sostanze (ignote) applicate a spruzzo.

Vedete? Treviso ha il suo perché! Ha i suoi piccoli gioielli, alcuni bisogna scovarli, altri sono lì, in mezzo al nostro percorso, in attesa di essere scoperti più da vicino. In attesa di ricevere un po’ della nostra attenzione!

(Questa volta come tappa ristoro vi consiglio la creperia a pochi passi dalla Loggia: Da Sarah, in via Santa Margherita.) ;)

Buon appetito… di cibo e di cultura!

Foto della Loggia prese dal Web

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